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18 aprile 2026
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Foto dell'Espresso "L'abuso": donna ritratta racconta i retroscena
trad. di Antonella Salamone

La testimonianza dell’avvocato Meead Abu al-Rub presente nella copertina della rivista L’Espresso

“Sono la persona che appare nella foto sulla copertina della rivista italiana L'Espresso.

Mi chiamo Meead Abu al-Rub, sono avvocatessa presso la Commissione per la Resistenza al Muro e alle Colonizzazioni, e proprietaria del video che documentava la raccolta delle olive nella regione di Suba, nell'area di Idhna, a Hebron.

La nostra organizzazione organizza eventi per aiutare e sostenere le persone le cui terre sono a rischio di confisca. Li aiutiamo a raggiungere i loro campi, specialmente quando non riescono ad accedervi da molto tempo perché i coloni li attaccano o impediscono loro di arrivarci.

Molti video condivisi del nostro evento mostravano quanto i giovani fossero pacifici: cantavano "dalouna" e ballavano la "dabka". Come organizzazione, lavoriamo con i proprietari terrieri e li sosteniamo come se fossimo parte della loro famiglia. Ovviamente c'erano volontari stranieri con noi, non solo il personale dell'organizzazione e i proprietari terrieri.

In meno di 10 minuti sono arrivati circa 20 coloni protetti dall'esercito israeliano. Erano più di 50 in totale. Hanno attaccato la manifestazione; hanno cercato di intimidirci, di spaventarci e di minacciarci. Ci hanno minacciato di arresto.

Se non avessimo annullato l'evento e non ci fossimo ritirati, i coloni non avrebbero esitato a spararci. Le loro armi erano pronte, e la minaccia era reale. Durante le proteste siamo costantemente esposti alle provocazioni e agli attacchi dei coloni.

Durante le riprese del video che è stato pubblicato, non avevo paura delle provocazioni dei soldati, delle armi che portavano o dei coloni, nonostante fossero protetti dall'esercito che ci lanciava bombe a gas. In quel momento non avevo paura.

Ma ora, dopo che il video è diventato virale, inizio ad avere un po' di timore. Non temo per me stessa, ma sono madre di quattro figli. Naturalmente, la loro presenza può rendermi un po' spaventata per via delle possibili conseguenze del video virale. Ho paura di subire molestie o di essere arrestata.

Tuttavia i miei figli, dopo che il video è diventato molto popolare, hanno sentito i loro amici a scuola dire di aver visto la zia "Um Rizek" nei video e che era molto forte e coraggiosa, e che dovrebbero essere orgogliosi di avermi come madre. Così i miei figli sono tornati a casa molto felici.

Questo mi ha dato molta motivazione. I miei figli sono molto orgogliosi di me. Proprio come mio padre ha instillato in me che l'amore per il mio paese è più importante, questo è ciò che ho cercato di trasmettere ai miei figli. E grazie a Dio, loro hanno lo stesso amore e la stessa lealtà.

Non è affatto come dicono: "i vecchi moriranno e i giovani dimenticheranno".

No, la nostra causa è così profonda che non possiamo dimenticarla. La nostra causa è nel nostro sangue. I nostri figli non bevono latte e mangiano cibo; bevono l'amore per la patria e la terra è il loro nutrimento.

Il video e la copertina della rivista hanno riportato l'attenzione della gente sulla nostra sofferenza in Cisgiordania, sulla tirannia dei coloni israeliani e sulle loro tattiche di intimidazione. Sui loro tentativi di prenderci le terre e di sfrattarci in ogni modo. Ma chi ha il diritto dalla sua parte è sempre più forte. Noi resteremo e loro scompariranno”.

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