 |
Eroi della cultura di destra
di David Cappellini
La destra al governo continua a revisionare la Storia, sdoganando personaggi e intellettuali del fascismo della prima e della seconda ora. Da noi in Maremma poi, c'è la culla dei "defeliciani felici" che incensano Balbo, Almirante e ora Gentile, intitolando loro strade e piazze.
Due appunti sul recente titolare di piazzale a Grosseto, Giovanni Gentile, dipinto in un post fresco fresco da assessora comunale, come il grande riformatore scolastico:
- con la sua spesso celebrata riforma dell’Istruzione del 1923 sancì un primato sessista dell’insegnamento umanistico escludendo le donne dalla docenza in filosofia,
- pose le basi con la stessa riforma per la persecuzione dell’uso delle lingue minoritarie nelle province di confine (lo sloveno e il croato in quelle nord-orientali, il tedesco e il ladino in Alto Adige, il francese e il franco-provenzale in Val d’ Aosta),
- ideò il giuramento di fedeltà del 1931 per i docenti universitari, incoraggiò l’ arruolamento volontario dei propri figli in guerra dopo il 1940 come “offerta al Duce“,
- esaltò nel 1942 il Giappone militarista alleato come modello di virtù guerriere,
- si circondò dopo l’adesione alla “Repubblica di Salò”, a Firenze, dei personaggi più estremisti e screditati nello stesso mondo culturale fascista (tipo lo scultore Antonio Maraini – nonno della più celebre e di altro orientamento politico Dacia – ammiratore della politica contro l'”arte degenerata” della Germania nazista),
- definì gli inglesi “barbari del 20° secolo” e, infine, pronunciò il suo ultimo discorso pubblico come rettore dell’ Accademia d’ Italia il 19 marzo 1944 – in cui definì Hitler “grande Condottiero” – quando a Firenze l’occupazione tedesca aveva già portato la guerra in città.
Ma no, ti rimbrottano stizziti i "defeliciani felici", Gentile era un liberale conservatore confuso che aderì casualmente al fascismo... infatti sulla Prima Guerra Mondiale sentenziava: "La guerra […] è il nostro atto assoluto, il nostro dovere, il nostro supremo, e, in questo senso, il nostro unico interesse […]. Questa è l’ora in cui i sacrifizi non si contano, e non contano […]. Sospirare oggi la pace per orrore degli eccidi e delle ruine che il flagello della guerra va seminando spietatamente” è “viltà d’animo”. La guerra si giustifica come “esperimento di tutta la vitalità di un popolo.” Un Calenda ante litteram? e sulle guerre coloniali mussoliniane, con la sua solita tronfia retorica, declamava "Dopo quindici secoli […] il mondo assiste sorpreso, ammirando, alla riapparizione dell’Impero sui Colli fatali di Roma […].
L’Uomo che ha compiuto il prodigio di questa vittoria che parve follia sperare, sconfiggendo non solo le avverse forze barbariche, difese da ostacoli naturali diversamente ritenuti insormontabili, ma una delle più formidabili coalizioni europee che ricordi la storia […]. Mussolini oggi non ha fondato soltanto l’impero etiopico. Egli ha fatto qualcosa di più: ha creato una nuova Italia.”
Dopo aver aderito alla RSI si dette alla beatificazione di un Hitler già sconfitto con queste parole per la riunificazione nazionale sotto l’egida dei fascisti, che “hanno preso, come ne avevano il dovere, l’iniziativa della riscossa”. Anzi “inneggia al Condottiero della grande Germania ‘[che quest’Italia aspettava al suo fianco, dove era il suo posto per il suo onore e per il suo destino] accomunata nella battaglia formidabile per la salvezza dell’Europa e della civiltà occidentale al suo popolo animoso, tenace, invincibile".
Una piazza intitolata a questo trombone fascista convinto e filo nazista? Ma anche no... ormai sono cosi tanti i luoghi dove posso portare il cane a fare i bisognini, che ho l'imbarazzo della scelta.
Per quanto riguarda i solerti politicanti nostrani e non, non saranno nemmeno fascisti, ma fanno di tutto per sembrarlo.
 
Dossier
diritti
|
|