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16 aprile 2026
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I fascisti gli strapparono gli occhi
di Rinaldo Battaglia *

La città di Schio aveva subito anche l’onta della Shoah, con una decina di ebrei del paese individuati, schedati, traditi, spediti ad Auschwitz.

E la gente ora e ancora chiedeva giustizia, forse vendetta.

Già il 14 Aprile 1945 le Brigate Nere avevano arrestato un partigiano a Schio ben conosciuto e molto amato, Giacomo Bogotto (detto ‘Ala’). Venne sepolto, vivo, nel cortile della loro caserma, con una pietra pesante sul ventre, dopo che gli erano stati tolti gli occhi e le unghie. Sepolto vivo. Gli furono strappati gli occhi. Dai fascisti di Schio.

Liberata la città, i partigiani il 30 aprile recuperarono il corpo straziato, davanti alla popolazione mortificata e inviperita.

E la gente ora chiedeva giustizia, forse vendetta.

Già da mesi si rafforzavano i ricordi dell’orrenda fine di un altro compaesano Ismene Manea (detto ‘Bruno’), antifascista sopravvissuto a 6 anni di carcere a Ventotene (ai tempi in cui comandava il futuro questore di Milano Marcello Guida, quello di Piazza Fontana) e liberato solo dopo ‘8 settembre, divenuto partigiano, preso prigioniero e ucciso dai nazifascisti nella vicina caserma di Monte di Malo il 12 luglio’44 sbranato vivo dai cani. Sbranato vivo.

E la gente ora chiedeva giustizia, forse vendetta.

Già il 27 giugno uno degli storici antifascisti del paese, William Pierdicchi, segnalato dai fascisti di Schio e spedito dai nazisti a Dachau, tornò a casa. Unico superstite dei 14 partiti e traditi. Vivo, ma irriconoscibile, pesava - dicono – 38 chili: anche qui quattro ossa incollate tra di loro dalla pelle e dai pidocchi.

E la gente ora chiedeva giustizia, forse vendetta.

Già ogni giorno si sentivano aggiornamenti sul sangue di Pedescala e sulla fuga dei responsabili nazi-fascisti.

E la gente ora chiedeva giustizia, forse vendetta.

A Giacomo Bogotto gli furono strappati gli occhi. Dai fascisti di Schio.

Poi venitemi a dire che non c'è differenza tra la Resistenza e il fascismo.

16 aprile 2026 - 81 anni dopo - liberamente tratto dal mio 'La colpa di esser minoranza'- Ed. AliRibelli - 2020

* Coordinatore Commissione Storia e Memoria dell'Osservatorio


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