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Immagine di Meloni rafforzata dalle critiche di Trump
di Soumaila Diawara
Giorgia Meloni è stata abilissima sul piano comunicativo: è riuscita a trasformare un attacco in un’occasione politica.
Farsi criticare da Donald Trump non è stato un danno, ma una vera opportunità, capace di rafforzare la sua immagine agli occhi di molti elettori.
In politica, infatti, la percezione conta spesso più dei fatti e la costruzione della narrativa può ribaltare completamente il significato degli eventi.
Passare per vittima resta una strategia potentissima, soprattutto quando l’“aggressore” è una figura fortemente divisiva.
Trump polarizza, divide e accende emozioni forti; di conseguenza, chi viene attaccato da lui può apparire improvvisamente più moderato, più ragionevole e persino più istituzionale.
È un meccanismo psicologico noto: l’opinione pubblica tende spontaneamente a solidarizzare con chi percepisce come bersaglio di attacchi, anche quando il conflitto è in gran parte mediatico.
Meloni ha sfruttato perfettamente questa dinamica e, così facendo, è riuscita a recuperare una parte del consenso perduto.
La vicenda dimostra ancora una volta quanto, nella politica contemporanea, la gestione dell’immagine e del racconto pubblico sia decisiva.
In fondo, la lezione è semplice: nella comunicazione politica, la narrativa è tutto.
 
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