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Il problema era la UE, non Orban
di Francesco Dall'Aglio *
Come volevasi dimostrare, puntata 17581: il problema non era Orban. Il problema, sia sui "prestiti" di 50, 70 o 90 miliardi di € che sull'ingresso accelerato dell'Ucraina nell'Unione Europea non è mai stato Orban, è sempre stata l'Unione Europea stessa, al di là dei proclami e delle prese di posizione su Twitter che non costano niente e il giorno dopo sono già dimenticate.
E ora che Orban non c'è più, a cadavere (politico) ancora caldo quelli che in questi anni lo hanno usato come comodissimo paravento, come "sbirro cattivo", non possono fare altro che venire allo scoperto. Con molti distinguo, per carità, incluso quello surreale che non è il caso di discutere di procedure di accesso velocizzate perché altrimenti vincono i populismi e l'estrema destra, ma comunque sono obbligati.
Perché l'Ucraina nella UE non la vuole nessuno, per il semplice motivo che avere un paese del genere come percettore netto (e l'Ucraina non potrebbe che essere tale, per motivi più che ovvi e del tutto ragionevoli, e probabilmente per decenni) significherebbe devastare l'economia della metà orientale del continente e l'agricoltura di tutta l'Unione.
La promessa di accesso velocizzato, così come la promessa di ingresso nella NATO, erano e sono menzogne per convincere gli ucraini a continuare la guerra, che mai non sia che ci dobbiamo pensare noi direttamente. E finché c'era il cattivo Orban e il cattivo Fico e il cattivo romeno che manco mi ricordo come si chiama si potevano fare spallucce e fare i superiori, i democratici e i solidali, ora che Orban non c'è più bisogna, appunto, cominciare a metterci la faccia.
E tutto questo è sempre stato chiaro ed evidente a chiunque avesse un minimo di contatto con la realtà delle cose, al contrario delle ciance sui "ragazzi di [inserire città a caso] che vogliono solo la democrazia", che noi forniremo loro senza alcun dubbio a patto che ne muoia ancora qualche migliaio.
* Componente del Comitato Scientifico dell'Osservatorio
 
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