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Israele, sondaggio: maggioranza contro la tregua con l'Iran
di Landro Leggeri
In Israele cresce l’opposizione alla tregua con l’Iran. Secondo un sondaggio dell’Institute for National Security Studies riportato da The Cradle, la maggioranza degli israeliani ritiene che il cessate il fuoco non sia una soluzione efficace.
Il dato più significativo è che il 61% degli intervistati si dichiara contrario alla tregua, mentre il 73% ritiene che Israele dovrà tornare a combattere. Ancora più netto il giudizio sui negoziati: il 76% considera improbabile che possano raggiungere gli obiettivi strategici di Tel Aviv.
Il sondaggio evidenzia anche una forte propensione alla prosecuzione delle operazioni militari su altri fronti. Il 69% degli intervistati sostiene la continuazione degli attacchi in Libano contro Hezbollah, mentre solo una minoranza ritiene che il Libano debba essere incluso nel cessate il fuoco.
Allo stesso tempo emerge una contraddizione significativa: il 62% degli israeliani non è convinto che la guerra contro il Libano porterà maggiore sicurezza e stabilità. Un dato che riflette una crescente incertezza sugli esiti strategici del conflitto.
Il livello di soddisfazione per la guerra è inoltre inferiore rispetto al conflitto precedente con l’Iran. Solo il 37% si dichiara molto soddisfatto dei risultati attuali, contro il 62% registrato dopo la guerra dello scorso anno.
Il sondaggio arriva in un momento delicato, dopo il fallimento dei colloqui tra Washington e Teheran a Islamabad, e suggerisce che l’opinione pubblica israeliana si sta orientando verso una linea più dura, pur senza una chiara fiducia nell’efficacia della guerra.
Il risultato è un quadro complesso: pressione per continuare il conflitto, ma senza una reale convinzione che questo possa risolvere il problema.
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