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13 aprile 2026
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Ramzy Baroud: Israele verso l’esecuzione di minori palestinesi
trad. di Antonella Salamone

Secondo la nuova legge israeliana sulla Pena di Morte, i minori palestinesi, come gli adulti, potrebbero trovarsi di fronte al patibolo. Questo potrebbe sorprendere alcuni o addirittura essere liquidato come un’esagerazione. Purtroppo, non lo è.

Sebbene la legge non menzioni esplicitamente i minori, non li esclude nemmeno. Conoscendo il trattamento e la classificazione giuridica dei minori palestinesi da parte di Israele, questa distinzione non è di poco conto, ma decisiva.

Nel sistema giudiziario militare israeliano, i minori palestinesi, anche di soli 12 anni, vengono processati. Spesso vengono trattati come adulti all’interno di un sistema che offre poche garanzie e opera con un tasso di condanna estremamente elevato.

DCIP (Difesa Internazionale per l’Infanzia-Palestina) ha denunciato nel suo rapporto del 2023, “Arbitrary by Default” (Arbitrario per Impostazione Predefinita), che il sistema di detenzione militare israeliano sottopone i minori palestinesi a maltrattamenti “sistematici”, istituzionalizzati e “diffusi”.

Per Israele, i minori palestinesi sono spesso considerati non come civili, ma come potenziali minacce.

Funzionari israeliani hanno espresso tali posizioni in modo inequivocabile.

Nel 2014, la parlamentare e futura Ministra della Giustizia Ayelet Shaked ha condiviso e approvato un testo che dichiarava che “l’intero popolo palestinese è il nemico”, compresi i suoi figli, e che le madri palestinesi non dovrebbero dare alla luce “piccoli serpenti”.

Per decenni, Israele ha perpetrato assassinii, esecuzioni extragiudiziali e operazioni militari su larga scala che hanno causato la morte di migliaia di palestinesi.

L’uccisione di palestinesi nelle carceri israeliane non è più un evento casuale. Dall’ottobre 2023, almeno 98 detenuti sono morti in custodia, molti in condizioni legate a torture, abusi e negligenza medica, secondo Medici per i Diritti Umani-Israele.

La legge sulla Pena di Morte, quindi, riguarda qualcos’altro: la proiezione del potere.

Non è fondamentalmente diversa dalla brutalità performativa associata a figure come Ben-Gvir, la cui retorica e condotta nei confronti dei prigionieri palestinesi hanno enfatizzato il dominio, l’umiliazione e il controllo.

Israele ha già normalizzato pratiche un tempo ritenute impensabili. Se normalizzerà l’esecuzione di minori, oltrepasserà una soglia che nemmeno molti Regimi coloniali hanno apertamente violato.

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