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Il valore della differenza
di
Rinaldo Battaglia *
Esiste una foto storica sulla liberazione di Buchenwald, scattata dal fotografo americano Harold M. Roberts, il 12 aprile del 1945. Quella data è fissata nella Storia per l'eternità quale il giorno della liberazione del lager.
Lo scatto immortala un deportato nel momento in cui indica il proprio aguzzino, colui che, con sadismo e ferocia, aveva abusato del suo corpo e della sua mente di prigioniero, in quanto ritenuto e considerato per il nazi-fascismo di ‘razza inferiore’.
Sembra dirgli: ‘Tu non sei come me, vittima e carnefice non sono uguali. Vi è differenza!’.
Non si conosce il nome del prigioniero, ma solamente che si trattava di un ebreo-russo.
E che era indiscutibilmente dalla parte delle vittime.
Se esiste un fiume e finché avrà acqua per essere considerato tale, le due rive che lo mantengono vivo non si incontrano mai e mai potranno incontrarsi.
Vittima e carnefice non hanno pari diritti.
L’amnistìa e ogni riabilitazione storica del fascismo - molto di moda, ora, nell'Italia del 2026 - sono solo una prassi politica e giudiziale, mai una soluzione educativa o morale. E spesso alla fine queste risultano controproducenti. Totalmente controproducenti.
Scriveva Chuck Palahniuk (in "Rabbia" del 2007) che "La storia si divide in mostri e vittime. O testimoni."
Salvate quella differenza, salvatela per pietà!
Ieri, oggi e domani. Qui, in qualsiasi angolo del mondo. Ora come allora.
Salviamo quella differenza.
12 aprile 2026 - 81 anni dopo - Liberamente tratto dal mio ‘L’inferno è vuoto’ – Ed. AliRibelli - 2023
* Coordinatore Commissione Storia e Memoria dell'Osservatorio
 
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