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Occupazione: come FdI distorce i dati
di Rita Newton
In questi giorni sui media e sul web è tutto un fiorire di dichiarazioni su presunti successi del governo.
Il problema è che dati e informazioni vengono presentati fuori contesto (ma in questi casi i fact checker non intervengono) in modo che al pubblico ignaro (non tutti sono esperti di tutto) arrivi l'impressione positiva che si vuol lasciare a fini di campagna elettorale.
Così c'è uno studio di Ageei, che però è un'Agenzia di stampa sull'energia e le infrastrutture, dal titolo “Mafia: i risultati dei governi” e ovviamente il governo attuale risulta il migliore: gli vengono attribuiti oltre 1500 arresti e sequestri per 714 milioni di euro. Ma non è il governo Meloni ad avere questo merito, sono i magistrati e le forze dell'ordine che hanno rischiato la vita.
Sui social di Fratelli d'Itala, poi, circolano grafici che paragonano i dati dell'occupazione italiani con quelli della Spagna per il mese di febbraio 2026.
Un istogramma riporta che la disoccupazione in Spagna è al 9,8 e in Italia è al 5,3, e si sottolinea che quella spagnola è quasi il doppio di quella italiana.
Ma si tratta di dati a casaccio strumentalizzati perché prima di tutto bisogna vedere il dato precedente, per capire come ha inciso il governo Sanchez.
Infatti Sanchez è stato un toccasana per il mercato del lavoro spagnolo, stracciando ogni record precedente:
1) il tasso di disoccupazione in Spagna è sceso al 9,93% nel quarto trimestre del 2025, segnando il livello più basso in 18 anni.
2) è stata la prima volta che il tasso di disoccupazione è sceso sotto il 10% dal primo trimestre del 2008.
3) l'occupazione è aumentata di 76.200 unità, raggiungendo un record di 22,46 milioni, mentre il numero di disoccupati è diminuito di 136.100.
Invece in Italia il tasso di occupazione è sceso al 62,4% dal 62,6%, con il numero di occupati in calo di 29mila unità a 24,15 milioni. La diminuzione ha colpito sia i dipendenti a tempo indeterminato che quelli a tempo determinato.
Inoltre secondo l'Istat la disoccupazione in Italia è scesa non perché tanti abbiano trovato lavoro ma perché molti hanno smesso di cercarlo venendo quindi classificati come "inattivi" e, di conseguenza, uscendo dalla forza lavoro su cui vengono effettuati i calcoli.
Proprio a causa dell'alto numero di inattivi abbiamo il tasso di occupazione più basso dell'Eurozona, contrariamente a quanto si vuol fare apparire.
Infine, è ovvio che non ha senso paragonare i tassi di occupazione di paesi che hanno contratti lavorativi precari percentualmente molto diversi.
In Italia, la precarietà lavorativa è strutturale, coinvolgendo quasi il 30% degli occupati con contratti a termine, part-time e forme atipiche, specialmente tra giovani e donne. Il 2025 ha confermato una crescita dell'occupazione guidata da contratti a termine e intermittenti, spesso con bassi salari.
Invece la riforma del lavoro spagnola del 2021-2022 ha radicalmente ridotto i contratti a tempo determinato, scesi sotto il 15% rispetto al precedente 30%.
Quindi in Italia abbiamo percentualmente il doppio dei contratti precari rispetto alla Spagna.
 
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