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10 aprile 2026
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PD Milano a Sala: si sospenda gemellaggio con Tel Aviv
di Paolo Mossetti

Emanuele Fiano contesta la decisione del PD milanese di sospendere il gemellaggio con Tel Aviv. La città è la più progressista di Israele ed è lì che vengono arrestate dozzine di pacifisti, spiega.

A parte che a Tel Aviv ci sono stato, e il sentimento prevalente specie tra i giovani è ahinoi quello del disinteresse per la condizione palestinese - prevalgono semmai depoliticizzazione o l'angoscia per il clima economico plumbeo, e la sinistra è marginale anche lì - non si capisce in che modo chi lotta per una pace che non sia solo israeliana o solo degli ostaggi si debba sentire abbandonato con un gemellaggio sospeso formalmente come protesta contro Netanyahu: se smetti di essere pacifista per questo non lo sei mai stato, mi verrebbe da dire.

Ma sentirò in questi giorni alcuni amici attivisti di quelle parti, e riporterò volentieri i loro spunti.

Poi quello milanese va visto come un minuscolo gesto simbolico: per segnalare una rottura con lo status quo. È come prendersela retoricamente con gli F-35, tagliare una festività ridondante a caso, boicottare un prodotto ritenuto intoccabile, o alzare una bandiera anziché un'altra in Campidoglio: certo che non cambia la situazione dei coloni, ma segnala un'allargamenti delle cose affrontabili e dei "there is no alternative" frantumabili.

Se si può dire questo nella città più Instagram friendly e liberal under-40 d'Italia, la più godereccia e internazionale e innamorata di Tel Aviv quando era cool - parliamo di tre anni fa, non tre decenni - magari un giorno non lontano si potrà rompere qualche tabù anche in Parlamento o al ministero degli Esteri.

Anna Foa ha inquadrato bene la questione, parlando in un podcast di Daniele Rielli dei boicottaggi accademici: «È un piccolo scotto, [noi ebrei] possiamo anche pagare questo scotto. Finché non c'è il boicottaggio economico, finché non si fermano le armi, allora qualunque gesto, simbolico o meno, può essere importante».

A un certo punto l'animatore di Sinistra per Israele scrive: «E come mai non chiedete di cancellare il gemellaggio con San Pietroburgo visto il comportamento di Putin?».

Peccato che nel novembre 2012 il Comune di Milano abbia unilateralmente sospeso il gemellaggio con San Pietroburgo, come segno di protesta per la legge emanata dal Consiglio Federale della città russa sulla «propaganda dell’omosessualità», considerata dalle associazioni Lgbt come una legge omofoba. A dire il vero San Pietroburgo compare ancora sul sito del comune di Milano tra le città gemellate, ma le iniziative comuni sono state interrotte.

La mozione peraltro era stata presentata da un radicale, Marco Cappato. Nel 2022, a invasione dell'Ucraina iniziata, un esponente di Fratelli d'Italia, partito che oggi contesta la punizione di Tel Aviv, chiese di ribadire la cancellazione di San Pietroburgo e di avviare un gemellaggio con una città ucraina, nonostante proprio nella prima ci fossero (e ci siano tutt'oggi) i segmenti pacifisti più vivi e visibili, e nonostante sia in Israele più che in Russia che il voto elettorale rifletta l'ideologia della società.

Siamo sempre lì, sarebbe utile applicare lo stesso standard a tutti i gesti simbolici, e ci sono gesti simbolici più stupidi e inutili di altri.

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