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Russia e Cina mettono il veto a risoluzione sullo stretto di Hormuz
di Marilina Mazzaferro
Martedì l’inviato dell’Iran alle Nazioni Unite ha accolto con favore la decisione di Russia e Cina di porre il veto a una risoluzione appoggiata dal Bahrein sullo Stretto di Hormuz, descrivendo la mossa come un passo necessario per evitare che il Consiglio di Sicurezza venga utilizzato per giustificare ulteriori aggressioni contro Teheran.
Il veto fa seguito a giorni di negoziati su una bozza che ignorava deliberatamente gli attacchi israelo-statunitnsi all’Iran che hanno scatenato la guerra, concentrandosi invece esclusivamente sulle misure di ritorsione di Teheran.
Rivolgendosi al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il rappresentante permanente dell’Iran Amir Saeid Iravani ha affermato che i veti garantiscono che l’organismo non venga sfruttato per fini politici.
"Esprimiamo il nostro apprezzamento alla Cina e alla Federazione Russa per la condotta responsabile, per il loro approccio costruttivo e per aver esercitato il veto in modo coerente con i principi della Carta delle Nazioni Unite. La loro azione oggi ha impedito che il Consiglio di Sicurezza venisse utilizzato in modo improprio per legittimare l'aggressione. In effetti, Russia e Cina hanno assicurato che il Consiglio di Sicurezza non sarebbe stato strumentalizzato per legittimare l'aggressione", ha detto Iravani al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Il diplomatico iraniano ha anche riconosciuto l'astensione di Colombia e Pakistan al voto, sottolineando la loro decisione di non approvare la bozza.
Nel frattempo il Pakistan, avendo chiesto a Trump di far slittare il termine dl suo ultimatum, ma chiesto a Teheran di riaprire lo stretto di Hormuz per due settimane come gesto di buona volontà.
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