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Chi lascia i cocci e chi li paga
di Piero Graglia *
Quindi, in definitiva, abbiamo scherzato. Gli USA hanno bombardato l'Iran, due volte quest'anno, insieme a Israele, per "obliterare" la capacità nucleare del Paese.
Il controllo su tale capacità nucleare era garantito dall'accordo del 2016 sul nucleare iraniano, con la partecipazione dell'AIEA e dell'Unione europea, il JCPOA, che Trump ha unilateralmente abbandonato nel 2018, ma non voglio annoiarvi.
L'Iran fa parte del Trattato di non proliferazione (TNP) dal 1979, quindi l'AIEA ha già titolo per svolgere ispezioni sul suo territorio, ma questo a Trump non basta, nessuna garanzia internazionale gli pare sufficiente pur di menare le mani insieme a Netanyahu (il cui paese, per inciso, invece NON fa parte del TNP).
A parte queste disquisizioni più o meno noiose sul diritto internazionale "fino a un certo punto", chi paga oggi i cocci? Le conseguenze ambientali, ad esempio, con l'inquinamento complessivo dato dal bombardamenti di strutture petrolifere a due passi dal Mediterraneo.
Chi ne risponde? Basta la scusa della "guerra"? No, poiché si tratta di guerra illegittima, unilaterale.
Chi risponde dell'invasione del Libano, senza alcun controllo internazionale? Ci vuole di nuovo una forza di interposizione per bloccare la frenesia omicida di Netanyahu?
Sanzioniamo l'Iran e la Russia per azioni fuori dalla "legalità internazionale", ma dovremmo per le stesse motivazioni sanzionare gli Stati Uniti e Israele per gli stessi identici motivi.
I rogue states (stati canaglia, ndr) non sono meno rogue solo perché sono i bulli del quartiere, anzi, di solito il bullismo è una aggravante, non una scusante.
La comunità internazionale, if any, dovrebbe agire come assemblea dell'ONU, e pronunciare almeno una condanna di ogni azione militare unilaterale e dissennata. Oppure lo deve fare solo il papa, tanto nemmeno lo prendono in considerazione?
* Docente universitario di Storia delle relazioni internazionali
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