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Le teorie di Crosetto e i fatti degli alleati
di Elisa Fontana
L’altro giorno in Parlamento il ministro Crosetto, a proposito dell’uso delle nostre basi militari nel conflitto con l’Iran, non ha fatto altro che ripetere un mantra persino ridicolo nella sua superficialità: l’applicazione degli accordi avviene nell’assoluta continuità di quel che avviene da 75 anni e nessun governo, di nessun colore politico, ha mai disatteso o messo in discussione i trattati fra Italia e USA.
E così ha messo nel calderone 75 anni di storia e di storie, come fossero tutte uguali, tutte scritte in copia carbone, trincerandosi dietro al fatto che nessun governo si è mai tirato indietro. Così fan tutti, così facciamo anche noi e ciò vi basti. Ma siccome non si può sopprimere del tutto quel che si pensa veramente e qual è la cifra della propaganda dell’amico Donaldo, ecco la frase rivelatrice che giustifica sia Donaldo e la sua follia che Meloni e il suo asservimento politico.
E così ha ricordato “la volontà di distruggere altre nazioni che l’Iran ha più volte manifestato nei confronti di Israele”, dimenticando che Israele possiede la bomba atomica ma non la dichiara per non essere sottoposta a controlli, mentre l’Iran non ce l’ha e si era sottoposta ai controlli dell’AIEA, tranne voler credere agli allarmi di Bibi che è dal 1995 che grida al lupo, al lupo. Ma si sa, Bibi è uomo di grandissimo onore e come potremmo non credergli lungo l’arco di questi 30 anni?
E, dunque, dice Crosetto, l’alleanza atlantica è irrinunciabile, dimenticando che è stato l’amico Donaldo a dire della inutilità della Nato e del volerne uscire. Certo, altra cosa è vedere se lo farà, viste le montagne russe mentali che lo affliggono, ma intanto il nostro governo ci notifica che ci limitiamo ad applicare pedissequamente i trattati, senza che la politica intervenga a farsi qualche domanda, come ad esempio se la sono fatta in Spagna e in Francia, e che, in fin dei conti l’Iran se l’è andata a cercare, stando a quanto ci assicura quel galantuomo di Bibi.
Ma è nell’intervista rilasciata al Corriere lo stesso giorno che si vede meglio il velo di ipocrisia di questo governo. Crosetto continua così: “… l’umanità ci ha dimostrato che non esiste limite alla follia. Lei pensi che sono esseri umani come noi quelli che hanno deciso che per far finire un conflitto fossero accettabili anche Hiroshima e Nagasaki. Purtroppo continuiamo ad avere armi nucleari e chi non le ha le cerca. Non abbiamo imparato nulla … Il rischio è la follia e quello che stiamo vivendo è un conflitto dove ad azione corrisponde reazione di un livello superiore”.
Tutto bello, no?, quasi gandhiano verrebbe da dire. Ma da dove spunti questa follia, chi la sta portando avanti e, soprattutto, perché, nebbia fitta, deve essere un incantesimo di mago Merlino, salvo poi una volta che l’intervistatore ha nominato Trump, dichiarare che per fermare Trump occorrerebbero collaboratori più coraggiosi che possano contraddirlo.
O, mi verrebbe da dire, alleati di ferro che non dicano pavidamente “non condivido, né condanno” in una riedizione poco commendevole dell’8 settembre, posizione che Crosetto ritiene essere “posizione importante e seria”.
E meno male che aveva appena finito di dire in Parlamento che l’attacco all’Iran è fuori dalle regole del diritto internazionale. Ma farvi una chiacchierata fra voi prima di andare in giro a ruota libera?
Naturalmente la tregua appena sancita è stata sdegnosamente rifiutata dall’ottimo Bibi per quanto riguarda il Libano. Ci vorrebbero una presidente del consiglio o un ministro della difesa coraggiosi che, mentre Bibi bombarda allegramente Beirut, proponessero anche lui per il Nobel per la pace. E il cerchio si chiuderebbe.
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