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Crosetto parla di follia ma sbaglia bersaglio
di Gabriella Mira Marq
Crosetto su X: La follia senza limiti é quella di chi massacra decine di migliaia di ragazzi che chiedono solo la libertà di vivere, é la ricerca di un ordigno atomico per poterlo usare contro il nemico di sempre, Israele, é armare gruppi terroristici in ogni parte dell’oriente e dell’occidente e programmare stragi come quella del 7 ottobre, é considerare nemici tutti quelli che hanno un’altra cultura, é attaccare nazioni arabe vicine solo per scatenare una crisi economica. Questa è follia.
A parte il numero delle vittime delle manifestazioni iraniane gonfiato a dismisura (sarebbero, a detta dl mainstream propagandistico, 40000 in pochi giorni colpite con armi leggere mentre a Gaza, con le bombe, i crolli, la fame e le malattie sono 70.000 in tre anni... una evidente sproporzione), "pare che Crosetto stia descrivendo quello che hanno fatto Trump e Israele a Gaza e in Libano" commenta il presidente dell'Osservatorio, Rita Guma.
"Probabilmente il ministro si rivolge a persone già imbonite dalla propaganda, perché gli altri sanno leggere le dichiarazioni dell'AIEA secondo cui l'Iran era ben lontano dal realizzare un ordigno atomico (au cui è stata anche posta una fatwa religiosa dal precedente leader supremo, ndr).
Anche sul 7 ottobre sono stati sollevati dubbi e accuse a Netanyahu di aver finanziato Hamas e al governo e ai servizi segreti di non aver gestito gli avvenimenti in modo da garantire la sicurezza degli israeliani. Oltre ad aver usato - come confermato nel corso di un’intervista televisiva al Canale 12 nel febbraio 2025 dall’allora ministro della Difesa Yoav Gallant la direttiva Hannibal.
Questa prevede che l’esercito di Tel Aviv prenda di mira gli israeliani per minimizzar il pericolo di rapimento. Infatti un'inchiesta della stampa israeliana confermò che un elicottero aveva sparato sulla folla dei giovani partecipanti al rave che cercavano do scappare.
Testimonianze di israeliani sopravvissuti hanno anche rivelato che il kibbutz non fu incendiato da Hamas ma dal fuoco di un carrarmato israeliano.
Quindi una parte significativa delle vittime israeliane e dei lavoratori stranieri uccisi quel giorno sono da addebitare alla reazione indiscriminata e deliberata del sulla base di una precisa direttiva degli alti comandi delle forze armate.
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