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07 aprile 2026
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Caravan Petrol
di Elisa Fontana

Dalla Giorgeide, atto ventordicimila, scena sempre quella: “… certo quello che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell’Iran…”

Così parlò Giorgina al popolo dei social per dare una veste accettabile a quell’inutile e ridicolo viaggio nei Paesi del Golfo che è servito solo ad aumentare le chiacchiere senza senso di questo governo e di cui nessuno, a distanza di qualche giorno, si ricorda.

E, dunque, veniamo a scoprire che l’Iran in un momento di follia planetaria ha cominciato ad attaccare in maniera del tutto ingiustificata questo bell’elenco di nazioni nostre amiche con cui facciamo affari e di cui non sentiamo altri cattivi odori inerenti ai diritti umani, per dire.

Ma, tralasciando queste quisquilie, voglio soffermarmi alla grandissima faccia tosta con cui parla di attacchi ingiustificati, senza mai nominare il suo amico del cuore Donaldo, la radice folle di tutti i mali che stanno accadendo non solo in quella zona del mondo, ma per riflesso in tutto il mondo. E così quegli attacchi ingiustificati rimangono appesi per aria, senza genesi, senza spiegazione, se non una improvvisa follia degli ayatollah.

Meloni cara, non solo come ti ha fatto notare Elio Vito “hai consumato più carburante di quanto ne hai ottenuto” che già è oltremodo ridicolo, ma hai raggiunto vette inarrivabili riuscendo a non nominare mai l’amico politico del cuore, quello a cui dovevi fare da ponte, quello che avrebbe meritato il premio Nobel della pace e via via in un salmodiare beatificatorio ridicolo e senza alcuna dignità politica.

E, naturalmente, hai dimenticato anche l’altro amico del cuore, quel caro Bibi a cui non è bastato mettere in atto un genocidio per avere l’attenzione delle tue parole e della tua condanna, arrivate pavidamente solo dopo l’incidente con il cardinale Pizzaballa.

Ma prendiamo atto che tutto è già stato scritto e non c’è niente di nuovo sotto il sole “il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”, avremmo solo gradito che non ci avessi messo sopra anche la presa in giro, la botta di propaganda, ma anche quello è un istinto irrefrenabile, vero?

Che poi, andando al sodo, cosa mai poteva ottenere con questo viaggio dagli amici arabi con lo Stretto di Hormuz chiuso? Quel che ha ottenuto: nulla. Avete per caso visto uno solo degli uomini politici europei muoversi in tal senso? Nessuno, ovviamente, perché stando così le cose nessun Paese del Golfo può assicurare nulla a nessuno. Forse era meglio un viaggio a Washington, o negoziare con l’Iran il passaggio delle petroliere come stanno facendo Spagna e Francia, ma Donaldo si sarebbe irritato assai.

E, comunque, detto fra noi, forse è in quel “nazioni che sono partner” che si nasconde il vero motivo dell’affannoso viaggio, visto che tutte le altre spiegazioni non hanno avuto senso. Gli investimenti degli amici arabi sono parecchi qui da noi e forse ha voluto rassicurare e avere rassicurazioni per gli amici imprenditori. Capisco che avrebbe avuto tutt’altro effetto, ma bastava dirlo, senza infiorettare troppo e soprattutto, senza clamorosi e colpevoli vuoti di memoria.

Temo che lo schiaffone del referendum non sia servito a nulla, ma d’altronde comprendo anche che quando gli arnesi della politica usati sono solo quelli della propaganda, poi è difficile riciclarsi da “ragazza della Garbatella” a politica di peso. A tutto c’è un limite e lo abbiamo visto abbondantemente, ma era più serio Renato Carosone quando cantava Caravan petrol.

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