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Smentita dichiarazione USA su arresto parenti di Soleimani
di Tamara Gallera
La figlia del generale Soleimani, Zeynab, con un comunicato, ha reso noto che "Le persone arrestate negli Stati Uniti non hanno alcun legame con il martire Soleimani e la dichiarazione del Dipartimento di Stato americano è falsa".
La figlia del generale ha attribuito la mossa USA al tentativo di distrarre l'opinione pubblica mondiale "dalla loro sconfitta contro la nazione iraniana".
Due giorni fa gli Stati Uniti avevano dichiarato di aver revocato lo status di residenza legale di due parenti del comandante del Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane (IRGC) Qasem Soleimani, che gli stessi USA uccisero con un attacco mirato il 3 gennaio 2020 insieme ad un altro ufficiale. Ai funerali di Soleimani partecipò una folla e il generale è venerato come martire.
Il Dipartimento di Stato aveva detto che le due erano detenute da agenti federali dell'ICE e che il segretario di Stato Marco Rubio aveva ordinato la revoca dello status di residente permanente legale per Hamideh Soleimani Afshar, identificata come nipote di Soleimani, e di sua figlia.
Probabilmente invece si tratta di un caso di omonimia, essendo Soleimani un cognome molto diffuso fra gli iraniani, e l'ossessione dell'amministrazione statunitense per Qasem Soleimani, oltre alla volontà di mostrar di avere un asso nella manica, ha fatto il resto.
Il dipartimento ha affermato che Afshar ha espresso sostegno alla leadership iraniana e all’IRGC, che Washington definisce un’organizzazione terroristica.
La donna era un'influencer e il dipartimento ha citato la sua attività sui social media, sostenendo che ha promosso i messaggi del governo iraniano e ha elogiato gli attacchi al personale e alle strutture militari statunitensi in Medio Oriente.
Funzionari statunitensi hanno anche affermato che al marito di Afshar è stato impedito l’ingresso nel paese.
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