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02 aprile 2026
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Perché Israele ingaggia tante guerre?
di Rosa Rinaldi

Cos'è questa necrofilia passata da giustificazione esistenziale?

È l'unico Stato al mondo ad aver introdotto la pena di morte su base etnica, è l'unico Stato al mondo ad aver aperto vari fronti di guerra contemporaneamente, mentre è responsabile anche di genocidio, di pulizia etnica, di aggressione territoriale, di violazione di ogni legge umana. Le sue carceri sono un buco nero di tortura dove uccidono anche bambini.

Ma la cosa grave è che tutto ciò avviene con la compiacenza di grandissima parte della società israeliana, che non ha anticorpi e poteri intermedi capaci di invertire la rotta.

A queste domande risponde Orly Noy, ebrea israeliana d'origine iraniana.

Scrive: "Perché gli israeliani amano così tanto le guerre?

Perché la guerra normalizza l’esistenza anormale di Israele. Al di là di tutte le fantasie sul “colpo finale” che eliminerebbe una volta per tutte ogni minaccia, ogni nemico e chiunque voglia nuocerci, resta questa semplice verità:

Israele, in quanto entità coloniale che mantiene un regime di apartheid violento e particolarmente brutale, non è — e non può essere — uno Stato normale. E poiché per decenni gli israeliani hanno dimostrato, più e più volte, che in ogni momento preferiranno la forza e la supremazia alla quiete e alla normalità, la guerra non fa che confermare questa scelta, secondo una logica del tipo: se siamo in guerra, è evidente che siamo sotto minaccia, e quindi dobbiamo restare aggrappati alla nostra superiorità.

Tutto questo, naturalmente, sta già cambiando a ritmo vertiginoso, verso un punto in cui gli israeliani non avranno più bisogno di questo pretesto ridicolo e diranno — anzi, già dicono — apertamente: non vogliamo essere normali. Vogliamo essere dei prepotenti fuori controllo, che si scatenano quando vogliamo, come vogliamo e quanto vogliamo.

In questo senso, la guerra, come concetto fondante dell’identità israeliano-sionista, rappresenta il fattore trasformativo dell’israelianità verso una fase “cannibalica”.

Cosa che non sarebbe stata possibile senza il sostegno ampio e totale della sinistra sionista all’istituzione della guerra, alla quale deve una parte non trascurabile del proprio capitale, sia simbolico sia materiale".

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