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Antisemitismo: Ordine dei Giornalisti adotta la Jerusalem Declaration
di Viola Fiore
Ieri in Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti è passata a maggioranza una importante mozione presentata da Matteo Pucciarelli assieme ad Angela Caponnetto, Fulvia Caprara e Danilo De Biasio.
Hanno votato a favore sia il presidente dell’Ordine Carlo Bartoli che la segretaria Paola Spadari.
L’Ordine “abbandona” la definizione di antisemitismo dell’IHRA e aderisce alla Jerusalem Declaration documento sottoscritto da circa duecento studiose e studiosi in tutto il mondo che si occupano di storia dell’antisemitismo, della Shoah, degli ebrei e delle vicende mediorientali. Una definizione che, sottolinea l'OdG, "nell’intento dei suoi sottoscrittori, pone una correlazione tra lotta all’antisemitismo, contrasto di ogni forma di odio, difesa della libertà di parola, protezione dei diritti umani di tutte e tutti, senza eccezioni".
Garantire la libertà di espressione delle colleghe e dei colleghi contro ogni criminalizzazione del dissenso è un dovere fondamentale della categoria.
Così come anche combattere ogni forma di antisemitismo e razzismo, ma senza che questo diventi uno strumento per comprimere il dibattito pubblico.
Il testo della mozione sottolinea che il codice deontologico della professione, entrato in vigore il 1° giugno 2025, è chiaro: l’articolo 9 obbliga il giornalista a rispettare il diritto della persona a non discriminare nessuno per razza, religione, opinioni politiche, sesso e condizioni personali.
Al contempo "tutelare la libertà di espressione e di critica è un caposaldo della professione, nonché della nostra Costituzione". Si tratta di “un diritto insopprimibile dei giornalisti”, nel rispetto della “verità sostanziale dei fatti e della buona fede”.
Avendo a mente questi principi deontologici inderogabili, il CNOG si avvarrà prioritariamente della definizione di antisemitismo così come enunciata ed esemplificata dalla Jerusalem Declaration on Antisemitism.
Con questa decisione il CNOG spiega che "non intende rinnegare lo scopo originario che si era prefisso la definizione dell’IHRA, nella quale però in allegato si declina l’antisemitismo in undici esempi specifici, sette dei quali sono incentrati non solo sugli ebrei in quanto tali ma anche sullo stato di Israele. Una commistione pericolosa per gli ebrei stessi e che rischia di criminalizzare posizioni e sensibilità altrimenti legittime".
Volontà del CNOG è "rendere il contrasto al sentimento antiebraico più focalizzato e rigoroso senza che si sconfini in censure o autocensure".
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