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01 aprile 2026
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Medici e operatori sanitari palestinesi detenuti da Israele
di Emma Buonvino

Il dato più prudente e verificabile è questo: almeno 185 operatori sanitari palestinesi risultavano detenuti da Israele a febbraio 2025 Questa cifra è stata ripresa in un appello pubblico del 30 giugno 2025 firmato da ONG e rilanciato da Human Rights Watch.

Tuttavia, fonti più recenti indicano che il numero potrebbe essere cambiato nel corso del 2025: nell’ottobre 2025, Healthcare Workers Watch ha parlato di 95 sanitari ancora detenuti (80 da Gaza e 15 dalla Cisgiordania), dopo alcuni rilasci avvenuti nel frattempo la stessa rete ha anche affermato che oltre 409 operatori sanitari palestinesi sarebbero stati detenuti complessivamente dall’inizio della guerra, e che 55 sono comparsi in una lista di rilascio nell’ottobre 2025.

Non esiste oggi un numero pubblico unico e definitivo perfettamente stabile. Ma si può dire con rigore che attualmente decine di medici e operatori sanitari palestinesi restano nelle carceri israeliane — con stime pubbliche recenti che vanno da circa 95 fino a 185 detenuti, a seconda della data e del criterio di conteggio.

Il motivo di questa oscillazione è semplice e terribile: alcuni vengono rilasciati senza trasparenza; altri risultano scomparsi nel sistema detentivo; in molti casi famiglie, avvocati e organizzazioni non ricevono informazioni complete su luogo di detenzione, condizioni fisiche o stato legale.

Quanti ne sono stati arrestati in totale?

Le cifre disponibili parlano di un fenomeno molto più vasto del numero “attualmente detenuti”. Secondo fonti documentate: oltre 300 sanitari palestinesi erano già stati arrestati/detenuti nel 2024; nel 2025 alcune organizzazioni parlano di oltre 409 sanitari detenuti complessivamente dall’inizio dell’offensiva. Healthcare Workers Watch un rapporto di monitoraggio su attacchi alla sanità riportava 360 operatori sanitari arrestati entro inizio 2026 nel contesto dei territori palestinesi occupati.

Non stiamo parlando di “casi isolati”. Stiamo parlando di una campagna sistematica di cattura del personale sanitario palestinese.

Chi sono? Tra i detenuti figurano: medici, chirurghi, infermieri, paramedici, tecnici ospedalieri, direttori sanitari, personale amministrativo degli ospedali di Gaza e Cisgiordania.

Molti sono stati presi: dentro gli ospedali, durante gli assedi alle strutture sanitarie ai checkpoint, durante evacuazioni forzate durante raid militari in reparti e pronto soccorso.

È grave detenere in massa personale medico in una zona sottoposta a bombardamenti, fame, collasso sanitario e assedio: significa smantellare deliberatamente la capacità di cura di un intero popolo.

Non colpisci solo una persona. Colpisci: i pazienti, i feriti, i bambini, le sale operatorie, le terapie intensive, i parti, la sopravvivenza stessa della società civile.

In altre parole: arrestare i medici, a Gaza, significa trasformare la malattia, la ferita e l’emorragia in arma di guerra.

Torture e maltrattamenti denunciati

Le testimonianze raccolte da organizzazioni per i diritti umani parlano di: pestaggi, denudamento forzato, bendature prolungate, privazione del sonno, fame e sete, umiliazioni, stress positions, negazione di cure mediche, interrogatori violenti, isolamento, stupri violenti su donne, uomini e bambini.

Molti ex detenuti hanno raccontato di essere stati trattati non come civili protetti, ma come corpi da spezzare e da usare per terrorizzare il resto della popolazione.

Casi simbolo

Hussam Abu Safiya - Direttore dell’ospedale Kamal Adwan, il suo caso è diventato simbolico.
Nel marzo 2026, esperti ONU hanno chiesto il suo rilascio immediato denunciando “severe torture” e forte deterioramento delle sue condizioni.

Adnan al-Bursh - Chirurgo ortopedico palestinese morto in custodia israeliana dopo la detenzione. Il suo caso è uno dei più atroci perché mostra che il rischio non è solo l’arresto, ma anche la morte sotto custodia. (è stato stuprato a morte con un bastone)

Perché questi numeri sono così difficili da fissare?

Perché il sistema è volutamente opaco. Le cifre cambiano perché: alcuni detenuti vengono trasferiti senza notifica; altri vengono rilasciati senza pubblicità; altri ancora restano in detenzione militare o amministrativa; in molti casi non esiste una lista pubblica completa e aggiornata in tempo reale.

Questa opacità non è un dettaglio burocratico.

È parte del meccanismo di dominio: se nessuno sa con certezza dove sei, in che condizioni sei, e se sei ancora vivo, la detenzione diventa anche sparizione.

In definitiva: Israele ha detenuto centinaia di medici e operatori sanitari palestinesi dall’inizio della guerra; ancora oggi decine di loro — secondo varie stime tra circa 95 e 185 — restano nelle carceri israeliane.

Fonti principali: Human Rights Watch, Al Jazeera, Healthcare Workers Watch, OHCHR, ReliefWeb

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