 |
Israele: ricorso alla Corte Suprema contro legge sulla pena di morte
di
Marilina Mazzaferro
L'Associazione per i Diritti Civili in Israele ha presentato lunedì alla Corte Suprema il primo ricorso contro una legge approvata dalla Knesset che prevede la pena di morte per i prigionieri palestinesi.
In una dichiarazione, l'associazione ha affermato che il ricorso è rivolto alla Knesset, al primo ministro, al ministro della Difesa, al comandante dell'esercito israeliano in Cisgiordania, al procuratore generale, al procuratore militare e al servizio penitenziario.
Nel ricorso, l'associazione sostiene che "la pena di morte è fondamentalmente incostituzionale, data la grave e irreparabile violazione del diritto alla vita che essa infligge".
"Il ricorso afferma che la legge viola in modo flagrante i diritti umani, è incompatibile con i valori democratici ed è stata emanata con un illecito movente di vendetta e razzismo", ha dichiarato l'associazione.
Ha aggiunto che "vista l'immediata entrata in vigore della legge e le gravi violazioni dei diritti umani che potrebbero derivare dalla sua applicazione, l'associazione chiede alla Corte di emettere un'ordinanza cautelare per sospendere la legge e di fissare un'udienza urgente per esaminare il ricorso".
La legge è stata approvata in seconda e terza lettura con 62 voti a favore, 48 contrari e un'astensione. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha votato a favore.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|