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Francia nega spazio aereo, Israele non compra armi francesi
di
Mauro W. Giannini
Martedì Israele ha deciso di sospendere l'acquisto di equipaggiamento militare dalla Francia, a seguito del deterioramento delle relazioni tra i due Paesi, dovuto a una serie di misure restrittive imposte da Parigi.
Secondo l'emittente pubblica israeliana Kan, il Ministero della Guerra ha congelato gli accordi in corso con aziende francesi del settore della difesa, inclusi i contratti relativi a componenti utilizzati nella produzione di vari sistemi d'arma. La decisione è stata presa nonostante la continua necessità di alcuni di questi componenti in settori tecnici chiave.
La decisione è stata promossa dal Ministro della Guerra Israel Katz e dal Direttore Generale Amir Baram, che stanno portando avanti una politica volta a ridurre la dipendenza dai fornitori esteri. I funzionari israeliani hanno inquadrato la misura come parte degli sforzi per rafforzare le misure di "autosufficienza", soprattutto in un contesto di crescenti critiche internazionali alla guerra di Israele a Gaza e di restrizioni alla cooperazione militare imposte da alcuni governi.
La decisione si inserisce nel contesto della continua aggressione israelo-USA contro l'Iran. Dall'inizio delle ostilità, l'Iran ha condotto operazioni di rappresaglia contro basi militari statunitensi, siti israeliani e infrastrutture strategiche in tutta la regione.
Il cambiamento di rotta fa seguito a una recente escalation con la Francia, incentrata sul rifiuto di Parigi di agevolare i trasferimenti di armi. Secondo quanto riportato, la Francia avrebbe negato a Israele il permesso di utilizzare il suo spazio aereo per trasportare rifornimenti militari statunitensi, segnando una significativa rottura con la precedente coordinazione e aumentando la pressione sulle rotte di approvvigionamento.
Lo sviluppo ha suscitato una dura reazione da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha criticato la posizione francese in un post su Truth Social.
Trump ha affermato: "La Francia non ha permesso ad aerei diretti in Israele, carichi di rifornimenti militari, di sorvolare il territorio francese... Gli Stati Uniti non dimenticheranno!!!".
Ha inoltre accusato Parigi di essere "MOLTO INUTILIZZABILE", avvertendo che Washington avrebbe preso nota dei Paesi che si rifiutano di sostenere l'aggressione israelo-statunitense in corso contro l'Iran.
La Francia ha anche adottato ulteriori misure negli ultimi mesi, tra cui la limitazione della partecipazione israeliana alle fiere della difesa e l'inasprimento delle condizioni per la cooperazione militare, citando preoccupazioni politiche e umanitarie legate al genocidio di Gaza.
In risposta, le autorità israeliane hanno aumentato gli investimenti nella produzione nazionale di armi, stanziando miliardi di shekel per espandere la produzione locale in diverse fasi del settore della difesa. L'obiettivo è ridurre l'esposizione a restrizioni esterne e garantire la continuità degli approvvigionamenti durante un conflitto prolungato.
Tuttavia, gli analisti osservano che la piena indipendenza rimane difficile da raggiungere, data la natura globale della produzione di armi e la continua dipendenza di Israele da tecnologie straniere specializzate.
Prima della guerra, le esportazioni militari francesi verso Israele erano relativamente limitate, stimate intorno ai 20 milioni di euro all'anno, e consistevano principalmente in componenti elettronici e materie prime.
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