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Pizzaballa suscita moniti trasversali verso Israele
di
Paolo Moassetti
Masterclass politico del cardinale Pizzaballa a Gerusalemme, che nella domenica delle Palme forza la mano non accettando restrizioni e fa scatenare una sequela di moniti durissimi al governo israeliano da tutti i leader occidentali, politicamente la più trasversale degli ultimi due anni e mezzo.
Da Macron a Fassino, passando per tutto il governo Meloni, Francesco Giubilei e persino il fanatico ambasciatore statunitense Huckabee.
La destra italiana si spacca: se quella cattolica, per motivi più identitari che umanitari, è costretta ad ammettere la deriva antidemocratica dell’alleato di ferro, quella occidentalista radicalizzata è fuori di sé per quella che chiama una “trappola” del “cattocomunismo”, accusando Meloni di sindrome di Calimero e la sinistra di clericalismo a gettone.
Fatto sta che Pizzaballa si rivela l’attivista in Palestina più influente del momento, mentre Papa Leo si è disperso in dichiarazioni allusive ma volutamente generiche circa la guerra condotta da Stati Uniti e Israele, finendo ormai dimenticato dai media.
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