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22 marzo 2026
tutti gli speciali

I morti palestinesi non possono riposare in pace
di Emma Buonvino

Cimiteri e funerali

● 1. Distruzione o danneggiamento dei cimiteri

Ci sono casi documentati – soprattutto a Gaza – in cui cimiteri palestinesi sono stati danneggiati durante operazioni militari israeliane. Le motivazioni dichiarate da Israele, in alcuni casi, includono: la presenza sospetta di tunnel o infrastrutture militari sotterranee; l’uso di aree civili (inclusi cimiteri) per attività militari da parte di gruppi armati; necessità operative legate a manovre di mezzi pesanti.

Tuttavia, diverse organizzazioni per i diritti umani (come Amnesty International e Human Rights Watch) hanno sollevato forti preoccupazioni, affermando che: la distruzione di cimiteri può violare il diritto internazionale umanitario se non giustificata da una necessità militare concreta; colpire luoghi sacri e di sepoltura ha anche un impatto culturale e psicologico profondo sulla popolazione.

● Attacchi o violenze durante funerali

Anche qui esistono episodi documentati in cui funerali palestinesi sono stati dispersi con la forza, colpiti da raid o da uso di gas lacrimogeni, teatro di scontri tra forze israeliane e partecipanti.

Le autorità israeliane spesso sostengono che: alcuni funerali possano trasformarsi in manifestazioni politiche o scontri violenti; la presenza di militanti armati tra i partecipanti rappresenti un rischio. Dall’altra parte, molte testimonianze e rapporti indicano che: i funerali sono momenti di lutto collettivo e attaccarli o reprimerli viene percepito come una forma di punizione collettiva; l’uso della forza in questi contesti è spesso ritenuto sproporzionato da osservatori internazionali.

● Il significato più profondo

Al di là delle versioni ufficiali, questi episodi toccano qualcosa di molto sensibile: il diritto alla sepoltura dignitosa; il rispetto dei morti e dei rituali; la possibilità per una comunità di elaborare il lutto.

Quando questi spazi vengono violati, non è solo una questione militare: diventa una ferita identitaria, culturale e umana.

In sintesi : episodi di danneggiamento di cimiteri e interventi durante funerali sono stati documentati.

Israele li giustifica spesso con motivazioni di sicurezza.

Organizzazioni internazionali ne denunciano la possibile illegalità e l’impatto devastante sulla popolazione civile.


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