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21 marzo 2026
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Trump dichiara: in Iran nostri obbiettivi quasi raggiunti
di Francesco Dall'Aglio

Ci stiamo avvicinando sempre di più al raggiungimento dei nostri obiettivi, considerando la graduale riduzione dei nostri ingenti sforzi militari in Medio Oriente nei confronti del regime terroristico iraniano: (1) Degradare completamente le capacità missilistiche iraniane, i lanciatori e tutto ciò che li riguarda. (2) Distruggere la base industriale della difesa iraniana. (3) Eliminare la Marina e l'Aeronautica, compreso l'armamento antiaereo. (4) Non permettere mai all'Iran di avvicinarsi alla capacità nucleare e rimanere sempre in una posizione tale da consentire agli Stati Uniti di reagire rapidamente e con forza a una situazione del genere, qualora si verificasse. (5) Proteggere, al massimo livello, i nostri alleati in Medio Oriente, tra cui Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait e altri. Lo Stretto di Hormuz dovrà essere sorvegliato e controllato, se necessario, dalle altre nazioni che lo utilizzano – gli Stati Uniti non lo utilizzano! Se richiesto, aiuteremo questi Paesi nei loro sforzi per Hormuz, ma non dovrebbe essere necessario una volta eliminata la minaccia iraniana. È importante sottolineare che per loro sarà un'operazione militare semplice. Grazie per l'attenzione che ci avete dedicato! Presidente DONALD J. TRUMP

Il grande vantaggio di cui godono gli USA in questa guerra (e di cui ad esempio non gode la Russia nella sua) è, come abbiamo detto tante volte, la possibilità di chiuderla in qualsiasi momento tornandosene a casa e dichiarando di avere conseguito una straordinaria vittoria.

L'ultimo Truth di Trump pare andare in questa direzione: "siamo molto vicini a raggiungere i. nostri obiettivi", quindi lo sforzo bellico può calare.

E pazienza se dei cinque straordinari risultati conseguiti non se ne è conseguito nemmeno uno:

- la capacità iraniana di lanciare missili non è affatto "completamente degradata" (per dire, ieri hanno lanciato due missili su Diego Garcia, intercettati a gran distanza certamente, ma sempre lanciati verso una base che era considerata inattaccabile);

- la capacità di produzione militare iraniana non è distrutta; marina, aviazione e antiaerea non sono distrutte; volendo può tranquillamente metter su l'atomica;

- soprattutto, non c'è stata nessuna "protezione ad alto livello" degli alleati mediorientali sui quali vengono quotidianamente scaricati missili e droni senza eccessivi problemi (tra l'altro in aumento nei giorni scorsi, dopo una settimana di riduzione).

Ancora più interessante l'accenno allo stretto di Hormuz, che dovrà essere guardato e sorvegliato dalle nazioni a cui serve, non certo dagli USA che al limite, se richiesti, potranno dare una mano, ma tanto non sarà necessario dato che il pericolo posto dall'Iran è stato, anzi sarà, eliminato. Grazie per la vostra attenzione eccetera, la guerra è vinta.

Il problema però è che se Trump può già pensare alla parata della vittoria Israele certo non può farlo, e bisognerà anche capire cosa succederà alle basi americane al momento vuote che l'Iran continua a bersagliare.

Le lasceranno vuote, perdendo tutta la proiezione strategica nel teatro mediorientale? Non penso proprio, credo bene che vorranno tornarci, ma per tornarci bisogna che la guerra sia finita e le guerre si finiscono in due, e l'Iran non pare intenzionato a chiuderla.

Ma poi davvero vuole chiudere, il nostro Trump? Chissà.

Intanto reparti dell'82a aviotrasportata sono in viaggio per il Medio Oriente. A che fare?

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