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20 marzo 2026
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Soci sconosciuti
di Elisa Fontana *

Il governo ha dato ordine di parlare d’altro, come coraggiosamente fa sempre quando è in imbarazzo e qui l’imbarazzo è davvero grande.

La storia del sottosegretario Delmastro socio in affari con un mafioso prestanome del ras capitolino Senese è davvero troppo grave per poter passare velocemente nel dimenticatoio, anche in un Paese dalla memoria da pesce rosso come l’Italia. Le cose che non tornano sono troppe e tutte hanno bisogno di spiegazioni chiare e trasparenti che fino ad ora sono mancate.

Troppe le cose strane e inspiegabili di questa società con una diciottenne di cui Delmastro dice di non aver assolutamente saputo chi fosse. Ora, anche se io volessi prendere in giro il sempliciotto del villaggio, non mi azzarderei mai a tirar fuori un argomento del genere. Dovrei cioè sostenere che mi presento da un notaio insieme allo stato maggiore regionale del mio partito per costituire una società e non ho la più pallida idea di chi sia la persona con cui non solo la sto costituendo, ma che da sola detiene il 50% delle quote e la carica di amministratrice unica?

Il sempliciotto del villaggio mi riderebbe in faccia, mentre noi dovremmo annuire compunti davanti ad una storia così inverosimile? Io, normale e privata cittadina avrei chiesto informazioni fino alla settima generazione sul mio eventuale socio, per un naturale e ovvio principio di precauzione nel non veder mischiato il mio nome con gente poco raccomandabile e voi (sì, perché non di solo Delmastro trattasi) tutti rappresentanti eletti di istituzioni ritenete normale costituire una società con una totale sconosciuta. Salvo poi, una volta deflagrato lo scandalo, ritenere altrettanto normale dire che non appena scoperto chi fosse vi siete allontanati, aggiungendo “per il rigore etico e morale che mi contraddistingue” e forse era meglio lasciar perdere per questa volta.

Le cronache ci dicono di una Meloni furibonda per questo ennesimo pasticcio di cui il governo era già informato da un mese e dopo un mese tutto quello che Palazzo Chigi sa dire ai suoi è “parlate d’altro”, con lo zelante Bignami sempre in prima linea che tira fuori non so che procuratore di Trani, macchiatosi di non so quale abominevole peccato.

Non devi essere furibonda con Delmastro, Giorgina cara, ma con te stessa, prigioniera di una impresentabile classe politica che ha un solo merito e requisito: la fedeltà. Altrimenti ti saresti liberata lesta di Montaruli, di Santanché, di Delmastro, di tutti coloro che in un modo o in un altro hanno dimostrato di non essere all’altezza di ricoprire un ruolo politico e istituzionale, essendo impelagati in inchieste pesanti, in condanne, in giri con la giustizia che poco si addicono alla postura di un partito la cui fondatrice rivendica il proprio impegno politico proprio dopo l’uccisione del giudice Borsellino.

Pensi davvero che anche solo uno di noi normali cittadini possa credere che il giudice Borsellino ti applaudirebbe per il parterre politico che sfoggi? Ti rammento una frase di Paolo Borsellino che certamente conoscerai: “I Partiti Politici non devono soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o fatti inquietanti, anche non costituenti reato”.

Anche non costituenti reato, cioè anche solo ambigui o poco trasparenti in modo tale che possano danneggiare la credibilità del partito. Non ricordo, però, nessuna frase di Borsellino che davanti ad un chiaro problema etico e morale abbia detto “parlate d’altro”.

E infine, ciliegina sulla torta della trasparenza legata agli incarichi pubblici, il prode Delmastro aveva evitato di comunicare agli uffici di Montecitorio di questa partecipazione azionaria nella società, in quella dichiarazione che tutti i parlamentari devono compilare attestante tutta la loro situazione patrimoniale.

Ebbene, Delmastro ha evitato totalmente di denunciare la partecipazione alla famosa società Cinque forchette. Sapete come si conclude il modulo che va riempito e firmato? “Sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero”.

Borsellino ne sarebbe stato estasiato.

* Coordinatrice Commissione Politica e questione morale dell'Osservatorio


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