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20 marzo 2026
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Diaspora palestinese
di Emma Buonvino

La diaspora palestinese è una delle più vaste e longeve del mondo contemporaneo. Nasce principalmente dopo la Nakba del 1948, quando circa 700.000 palestinesi furono espulsi o costretti a fuggire dalle loro terre. Da allora, guerre, occupazione e politiche restrittive hanno continuato ad alimentare l’esilio.

Quanti sono e dove vivono:

●Oggi si stima che i palestinesi nel mondo siano circa 13–14 milioni, e oltre la metà vive fuori dalla Palestina storica.

Principali comunità:

●Giordania Circa 2–3 milioni. È il paese con la più grande popolazione palestinese; molti hanno cittadinanza giordana, ma non tutti.

●Libano Circa 200.000–400.000, spesso in campi profughi e con forti limitazioni lavorative e civili.

●Siria Prima della guerra civile erano circa 500.000; molti sono stati nuovamente sfollati.

●Golfo (Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti) Centinaia di migliaia, spesso come lavoratori qualificati (insegnanti, ingegneri, medici).

●Europa Comunità importanti in Germania, Svezia, Regno Unito.

●Stati Uniti Tra 200.000 e 300.000.

●Cile Una delle diaspore più grandi fuori dal Medio Oriente (fino a 500.000), molto integrata.

●Condizioni di vita: tra integrazione e marginalità

La situazione varia moltissimo:
=Giordania: relativa integrazione, ma con differenze di status.
=Libano: condizioni molto dure (divieto di molte professioni, campi sovraffollati).
=paesi del Golfo: spesso ben inseriti professionalmente, ma senza cittadinanza.
=Europa e America: maggiore integrazione, ma forte impegno politico e identitario.

Come si organizzano nell’esilio

1. Campi profughi e assistenza

Molti vivono in campi gestiti da UNRWA, che fornisce: istruzione, assistenza sanitaria, aiuti alimentari

2. Associazioni e reti della diaspora

Centri culturali palestinesi, Organizzazioni studentesche, ONG per i diritti umani, Movimenti politici
Uno dei più noti è il movimento Boycott Divestment Sanctions, nato nella diaspora e nei territori occupati.

3. Identità e memoria

La diaspora mantiene viva: la memoria dei villaggi d’origine

il diritto al ritorno
lingua, cucina, tradizioni
Le chiavi delle case perdute nel 1948 sono spesso conservate come simbolo.

■Cosa fanno: professioni e contributi

I palestinesi all’estero hanno avuto un impatto enorme in molti settori:

- Medicina e ingegneria (soprattutto nei paesi del Golfo)
- Accademia e ricerca
- Arte e letteratura
- Attivismo politico e diritti umani

■Personalità preminenti della diaspora

Intellettuali e scrittori
Edward Said, Uno dei più influenti pensatori del XX secolo, autore di Orientalismo.
Mahmoud Darwish, Voce poetica dell’esilio e dell’identità palestinese.


Politici e diplomatici
Yasser Arafat Storico leader dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina.
Hanan Ashrawi Importante diplomatica e attivista.

Attivisti contemporanei
♤Rashida Tlaib
Prima donna palestinese al Congresso USA.
Mohammed El-Kurd Voce giovane e influente contro le espulsioni a Gerusalemme.

Arte e cultura
Elia Suleiman
Emily Jacir

Una diaspora senza fine

A differenza di molte altre diaspore, quella palestinese è ancora aperta, non conclusa. Non è solo una migrazione economica o volontaria, ma un esilio politico che continua a generare nuove ondate.

I fili che tngono insieme questa comunità dispersa sono: la memoria, la richiesta di giustizia, il desiderio di ritorno

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