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19 marzo 2026
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Dottor Hussam Abu Safiya: appello del figlio
di Antonella Salamone

Appello al mondo di Elyas Abu Safiya Figlio del Dr.Hussam Abu Safiya

“Questo è un appello che rivolgo a tutti coloro che hanno una coscienza. A tutti coloro che credono nella giustizia e nella umanità.

Oggi, con il cuore straziato dal dolore, vi imploro di guardare alla sofferenza di mio padre, che langue in una prigione israeliana - e non solo mio padre, ma tutti i detenuti, soprattutto il personale medico.

Il dottor Hussam Abu Safiya ha salvato innumerevoli vite palestinesi durante il brutale attacco israeliano a Gaza.

Israele lo ha rapito nel Dicembre 2024. È stato arrestato, per oltre 1 anno senza accusa o processo.

È stato interrogato e torturato e ora ha perso oltre un terzo del suo peso corporeo.

Mio padre continua ad affrontare condizioni difficili e incuria che stanno compromettendo la sua salute.

Da un po' di tempo ormai non riceviamo abbastanza notizie su di lui che ci possano rassicurare.

Infatti, gli è stato addirittura negato l'accesso a un avvocato con il pretesto di problemi di sicurezza.

Questa separazione forzata non uccide solo coloro che si trovano all'interno della prigione ma inoltre sfinisce, logora e spezza i cuori della sua famiglia.

Con l'avvicinarsi dell'Eid al-Fitr la festività in cui i propri cari e le famiglie si riuniscono – ci troviamo ancora una volta di fronte a un grande vuoto e a un dolore indescrivibile a causa dell'assenza di mio padre.

Israele detiene oltre 9.500 palestinesi nelle sue prigioni, con segnalazioni di gravi torture e abusi.

Ci appelliamo a tutte le parti interessate, a tutte le organizzazioni per i diritti umani, e a tutte le persone libere del mondo di schierarsi al nostro fianco e con tutti i prigionieri detenuti nelle carceri israeliane.

Li esortiamo a svolgere un ruolo attivo nel porre fine a questa ingiustizia e a questa sofferenza.

E naturalmente, chiediamo la libertà per mio padre, per tutti i prigionieri e giustizia per tutti gli oppressi”.

Nota: Il 25 ottobre 2024 il Dr.Abu Safiya viene arrestato una prima volta e interrogato con altri 44 colleghi per qualche ora. Insulti, minacce e pressioni con l’obiettivo di indurlo a lasciare al più presto la struttura sanitaria segnano la conclusione della temporanea detenzione.
Una notizia però lo accoglie al suo rientro: suo figlio Ibrahim di 15 anni è stato ucciso in un attacco di droni all’ingresso del Kamal Adwan. Eppure torna al lavoro per occuparsi del flusso di pazienti che non finisce mai.
inizia a girare dei video-diari quasi ogni giorno, con la sua voce che spesso sovrastava il bip delle macchine dell’unità di terapia intensiva. In un video, è in piedi accanto a un bambino con il corpo ustionato.
Dice davanti alla telecamera: “Ci appelliamo al mondo e a tutte le istituzioni internazionali, affinché adempiano al loro ruolo umanitario, vista la situazione nel nord di Gaza”.

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