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18 marzo 2026
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La lezione di Palantir
di Tahar Lamri

Peter Thiel, fondatore di PayPal e Palantir, lo dice senza ironia: la competizione è per i perdenti. Chi compete imita il suo rivale, produce le stesse cose, si esaurisce in una corsa verso il basso. Il vincitore vero non compete: monopolizza. Costruisce qualcosa di unico, poi chiude la porta agli altri. Questa non è semplice arroganza da miliardario: è una tesi filosofica derivata direttamente da René Girard, il teorico francese del desiderio mimetico che Thiel incontrò a Stanford negli anni '80 e di cui rimase folgorato per sempre.

Girard sosteneva che gli esseri umani non desiderano in modo autonomo: desiderano ciò che gli altri desiderano. L'imitazione genera rivalità, la rivalità genera violenza, la violenza cerca un capro espiatorio su cui scaricarsi. Thiel ha preso questa diagnosi - pensata da Girard come strumento per uscire dai cicli di violenza - e ne ha fatto una strategia di dominio: se capisci la mimesi meglio degli altri, puoi sottrarti alla competizione mentre gli altri vi affogano dentro. Puoi costruire monopoli, manipolare mercati, formare politici. Puoi, in fondo, fare ciò che il teorico del capro espiatorio aveva descritto come il meccanismo del male e farlo su scala industriale.

Da qui l'Anticristo. Thiel è a Roma in questi giorni per un ciclo di conferenze a porte chiuse, su invito riservato, con penali da 10.000 euro per chi violi il segreto. La sede è stata celata fino all'ultimo. Il pubblico: seminaristi americani, opinion leader cattolici, collaboratori del presidente della Camera, esponenti della Lega, giornalisti RAI, intellettuali del liberismo di destra. Una cerchia selezionata di quella che Thiel chiama, senza imbarazzo, l'élite cognitiva.

Il tema - l'Anticristo - non è una bizzarria mistica. È una categoria politica travestita da escatologia cristiana. Per Thiel, l'Anticristo non è un personaggio apocalittico: è chiunque voglia mettere limiti alla tecnologia, regolare l'intelligenza artificiale, difendere l'ambiente, costruire istituzioni sovranazionali. Greta Thunberg è una sua "legionaria". La Corte Penale Internazionale è uno strumento del male e non a caso ha osservato che “è diventato molto difficile nascondere i propri soldi”. La tassazione è l'Armageddon. La regolamentazione è Satana.

Tutto questo fa sistema con la sua posizione sulla democrazia, espressa in un saggio del 2009 senza ambiguità: “Non credo più che libertà e democrazia siano compatibili”. La folla è irrazionale, guidata dall'invidia mimetica. Solo il fondatore-visionario vede chiaro. Solo chi si è sottratto alla competizione può governare. La democrazia, con le sue tasse e i suoi contrappesi, è il meccanismo attraverso cui l'Anticristo opererebbe. Questa non è filosofia astratta: è la giustificazione intellettuale del potere oligarchico.

In Europa, Thiel ha costruito pazientemente la sua rete. Sebastian Kurz - ex cancelliere austriaco, processato per corruzione - è oggi global strategist di Thiel Capital. Kurz e Thiel compaiono regolarmente insieme ai convegni del Mathias Corvinus Collegium di Orbán, nodo centrale della destra illiberale europea. A Cambridge, le conferenze sull'Anticristo sono state organizzate dal professor James Orr, consigliere senior di Nigel Farage per Reform UK. A Parigi, l'Académie des sciences morales et politiques. Il giro è quello della destra intellettuale e di governo del continente.

E in Italia? Palantir, l'azienda di Thiel che costruisce sistemi di sorveglianza di massa, che gestisce la logistica delle deportazioni di immigrati negli Stati Uniti, che ha firmato una partnership "strategica" con il ministero della Difesa israeliano per le operazioni a Gaza ha già contratti con la Difesa italiana, con la Pubblica Amministrazione, con ospedali pubblici. Il contratto con il Ministero della Difesa per il software Gotham - lo stesso usato dall'esercito israeliano - è noto. Le opposizioni hanno presentato interrogazioni parlamentari per sapere se Thiel abbia incontrato Meloni o ministri. Il governo ha smentito incontri ufficiali. Il silenzio, in politica, non è mai neutro.

La convergenza ideologica tra Thiel e la destra italiana non ha bisogno di un incontro ufficiale per essere reale. Entrambi amano Tolkien come codice identitario e non è una coincidenza che Thiel abbia dato nomi tolkieniani a sette delle sue aziende, da Palantir a Mithril a Anduril, negli stessi decenni in cui Fratelli d'Italia costruiva la propria cultura politica intorno al Signore degli Anelli.

Entrambi parlano di sovranismo cristiano, di difesa dell'Occidente contro la "governance globale", di nemici interni che frenano il progresso. La teologia dell'Anticristo è la liturgia di questo progetto.

Il capro espiatorio, direbbe Girard, è sempre il momento in cui una comunità scarica la propria violenza su un bersaglio per ritrovare coesione. Thiel ha capito come funziona il meccanismo. Non è venuto a Roma per esorcizzare l'Anticristo. È venuto a costruire la comunità che ne ha bisogno.

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