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Iran dedica operazione militare a neonato ucciso
di
Vitoria Sobral
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) iraniano ha annunciato il lancio della 57ª ondata dell'Operazione Vera Promessa 4, che ha colpito obiettivi strategici nei territori palestinesi occupati e un'importante base militare statunitense nella regione.
L'IRGC ha dedicato quest'ondata a un neonato di tre giorni ucciso in un recente attacco israelo-americano in territorio iraniano.
Secondo una dichiarazione riportata dall'agenzia di stampa Tasnim, che cita l'Ufficio Relazioni Pubbliche dell'IRGC, l'ultima ondata dell'operazione ha preso di mira siti nel cuore dei territori occupati, tra cui infrastrutture legate alle comunicazioni di comando e controllo e ai sistemi di difesa missilistica.
Gli attacchi sono stati condotti utilizzando missili balistici di precisione, tra cui i Kheibar Shekan, Emad e Ghadr, in grado di colpire con elevata precisione i bersagli designati.
Il comunicato delle Guardie Rivoluzionarie ha inoltre confermato che la base aerea di Al-Udeid è stata presa di mira durante la stessa ondata di attacchi.
La base in Qatar è di fondamentale importanza per gli Stati Uniti, essendo la più grande installazione militare americana nella regione. Ospita il Centro Operativo Aereo Combinato (CAOC) e funge da centro di comando vitale per le operazioni aeree statunitensi in 21 nazioni.
Secondo il comunicato, l'operazione ha coinvolto missili balistici a medio raggio, tra cui i missili Zolfaghar e Qiam, che utilizzano rispettivamente propellente solido e liquido, oltre a droni d'attacco avanzati a senso unico.
L'operazione rientra nella campagna di rappresaglia in corso lanciata dall'Iran in seguito alla recente aggressione israelo-americana contro il territorio iraniano.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che la 57ª ondata è stata dedicata a Mojtaba, un neonato di tre giorni ucciso lunedì in un attacco israelo-americano contro un'abitazione rurale vicino alla città di Arak.
Secondo la dichiarazione, l'attacco ha ucciso il neonato mentre era in braccio alla madre, insieme alla madre, alla sorellina di due anni e alla nonna.
Le Guardie Rivoluzionarie hanno descritto Mojtaba come "il più giovane martire della guerra del Ramadan", affermando che la sua uccisione rappresenta un'ulteriore prova di quella che definiscono la brutalità degli attacchi statunitensi e israeliani contro i civili.
La dichiarazione ha inoltre sottolineato il silenzio delle istituzioni internazionali per i diritti umani e dei governi sugli attacchi contro i civili, compresi gli attacchi a scuole e ospedali, silenzio che, a suo dire, ha incoraggiato la continuazione di tali azioni criminali. Le Guardie Rivoluzionarie hanno ribadito che l'uccisione del neonato rafforzerà la determinazione dell'Iran nel contrastare l'aggressione statunitense e israeliana.
Hanno avvertito che i responsabili dell'ordine, dell'esecuzione e del sostegno all'attacco subiranno ritorsioni, sottolineando che il sangue del bambino ucciso non resterà impunito.
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