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Referendum: due riflessioni fuori dal coro
di
Rita Guma *
Due riflessioni - non le solite che avrete già letto altrove - sul referendum e sulla campagna referendaria.
In primo luogo, anche solo un punto della riforma che ci preoccupi adeguatamente è sufficiente per motivare un NO.
Questo significa che non dobbiamo necessariamente conoscere tutta la riforma in dettaglio per avere diritto a votare no, mentre dovremmo conoscerla tutta in dettaglio per votare SI, perché con il sì la approviamo in ogni singola parte e sarebbe irresponsabile sostenerla senza conoscerne tutti gli effetti.
Per esempio le parti che la riforma non specifica ma su cui delega il governo a legiferare con leggi ordinarie sono un enorme punto interrogativo - un salto nel buio per noi e per tutti gli altri, alla faccia del garantismo - che solo in caso di fiducia illimitata nel governo avrebbe senso approvare.
Qui non si tratta di questione ideologica ma di fiducia nelle singole persone, che siano oneste e competenti e non abbiano conflitti d'interessi.
L'altro aspetto su cui voglio focalizzarmi è quello dei giuristi che sponsorizzano il sì o il no.
Per quanto riguarda il sì, che un avvocato penalista - la naturale controparte del PM - possa supportare il sì non stupisce, perché la riforma per ammissione degli stessi che l'hanno proposta, tende a ridimensionare i magistrati.
Proprio per questo occorrerebbe invece chiedere ai penalisti per il NO le loro ragioni, che evidentemente sono finalizzate al garantismo vero e non a meri interessi di bottega.
Viceversa trovo persino sciocchi gli interventi a favore dl NO dei magistrati semisconosciuti, perché chi non ha fiducia nei magistrati in generale non cambierà idea, anzi, penserà che quel magistrato stia portando acqua al proprio mulino e sarà sospettoso sulle sue argomentazioni.
Fanno eccezione, ovviamente, quei magistrati che hanno dedicato la vita alla lotta alla mafia e che godono per questo di grande stima da parte di cittadini di tutte le ideologie amanti della legalità.
Tali magistrati sono credibili e molto ascoltati e proprio per questo il Procuratore Gratteri è nel mirino di politici sostenitori del sì che tentano di delegittimarlo o demonizzarlo e che vorrebbero imbavagliarlo.
* Presidente Osservatorio
 
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