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Sulla guerra Schlein e Clinton non diverse da Meloni e Trump
di
Corrado Poli *
Oggi Schlein dichiara che non si parla nemmeno di acquistare il gas russo: dobbiamo continuare la guerra!
Nessuna apertura alle trattative, nemmeno quando si prospetta la possibilità di procedere verso la pace e di tutelare i redditi più bassi dall'inflazione.
Contemporaneamente, leggo le macabre e allegre parole di autocongratulazione di Hillary Clinton, quando era ministro degli Esteri USA:
"We came, we saw, he died", nel commentare l'assassinio di Gheddafi e la destabilizzazione della Libia, a scapito degli interessi italiani.
Un linguaggio truculento - al pari di quello usato da Biden - non diverso da quello di Trump e di Netanyahu.
Sperare che votando la fazione della cosiddetta sinistra le cose possano cambiare è pura illusione, anzi, vera manipolazione.
A quando un movimento e un partito politico che interpretino il desiderio di pace dei cittadini onesti?
A quanto un partito nuovo a favore della neutralità, per l'uscita dalla NATO e per alleanze opportune e virtuose collocate in una geopolitica cambiata?
Non sarà mai troppo tardi per cominciare a pensare fuori dai soliti schemi.
* Già Docente presso la Johns Hopkins University, Baltimora (USA), Componente del Comitato Scientifico dell'Osservatorio
 
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