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17 marzo 2026
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Belgio: non aiuteremo USA e Israele ma pronti a dialogo con Mosca
di Pierpaolo Minardi

Il Belgio non prenderà parte ad alcun attacco al fianco di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ha ribadito lunedì il Primo Ministro Bart De Wever, rispondendo alle domande del Parlamento in merito a una possibile operazione nello Stretto di Hormuz.

Interrogato sulla posizione del Belgio in un contesto di crescenti tensioni regionali, De Wever ha sottolineato che la posizione del governo è chiara: il Belgio non si unirà a un'offensiva contro l'Iran al fianco di Washington e Tel Aviv, come riportato dall'agenzia di stampa Belga.

Ha affermato che qualsiasi futura richiesta militare, sia da parte della NATO che di singoli Stati, comprese le recenti aperture di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, sarà soggetta a valutazione e approvazione del governo.

Nella stessa seduta, De Wever ha affrontato la controversia scatenata dalle sue dichiarazioni dello scorso fine settimana in merito alle relazioni con la Russia.

Il Primo Ministro aveva affermato che l'Europa dovrebbe "riarmare e rimilitarizzare i propri confini", cercando al contempo di "normalizzare le relazioni con la Russia e riacquistare l'accesso a fonti energetiche a basso costo".

Le sue dichiarazioni hanno suscitato critiche sia a livello nazionale che internazionale, con partiti di opposizione e osservatori internazionali che lo hanno accusato di essere eccessivamente conciliante nei confronti di Mosca.

De Wever ha respinto tali interpretazioni definendole infondate, affermando che i critici stavano dipingendo la sua posizione come un "accondiscendenza verso Putin" o un "atto di prostrazione ai suoi piedi", cosa che, a suo dire, non corrispondeva al vero.

Ha chiarito che i negoziati con il presidente russo Vladimir Putin sono necessari e già in corso, ma ha sottolineato che qualsiasi normalizzazione delle relazioni con la Russia dovrebbe avvenire solo dopo il raggiungimento di un accordo di pace accettabile sia per l'Ucraina che per l'Unione Europea.

"Questo è l'obiettivo dopo ogni guerra. Non può certo essere intenzione rimanere nemici per sempre, vero?", ha affermato De Wever.

Ha aggiunto che un tale accordo non deve essere una "pace ingenua" e che dovrebbe essere accompagnato dal riarmo europeo e dal rafforzamento del fianco orientale.

De Wever ha ribadito che negoziare con la Russia non significa "arrendersi o abbandonare l'Ucraina".

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