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17 marzo 2026
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Ecuador: USA aumentano presenza armata con la scusa della droga
di Armando Lo Giudice

Washington ha silenziosamente ampliato la sua attività militare in America Latina, aprendo un nuovo fronte operativo in Ecuador sotto la bandiera della sua rinnovata "guerra alla droga", come riportato da Responsible Statecraft.

RS ha osservato che questa mossa rappresenta l'ultima escalation di una campagna che ha già visto attacchi militari statunitensi contro presunte imbarcazioni utilizzate per il traffico di droga e interventi in tutta la regione. Secondo le fonti, la campagna più ampia ha causato la morte di oltre 250 persone dal suo inizio lo scorso anno.

La nuova fase è stata resa pubblica quando il Comando Meridionale degli Stati Uniti (SOUTHCOM) ha annunciato il 3 marzo che "le forze militari ecuadoriane e statunitensi hanno lanciato operazioni contro organizzazioni terroristiche designate in Ecuador". Il comunicato ha fornito pochi dettagli sulla portata dell'intervento, sugli obiettivi o sull'estensione geografica.

L'annuncio è seguito a un incontro tra il comandante del SOUTHCOM e il presidente ecuadoriano Daniel Noboa, dopo il quale il leader ecuadoriano ha affermato che il Paese avrebbe condotto "operazioni congiunte con i nostri alleati nella regione, compresi gli Stati Uniti".

Poco prima del vertice "Scudo delle Americhe" di Washington, le forze ecuadoriane e statunitensi hanno condotto attacchi congiunti vicino al confine tra Ecuador e Colombia. L'operazione avrebbe preso di mira un accampamento presumibilmente legato a una fazione dissidente separatasi dalle ormai disciolte Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC).

Il Comando Sud (SOUTHCOM) ha descritto l'azione come "operazioni cinetiche letali contro organizzazioni terroristiche designate", sebbene il gruppo dissidente in questione non sia stato formalmente designato come tale, nemmeno dagli Stati Uniti.

Secondo le ultime notizie, non sono state confermate vittime. Alcuni video diffusi da un funzionario statunitense sembrano mostrare che il sito bersaglio dell'operazione fosse vuoto, sollevando dubbi sull'efficacia e sullo scopo dell'attacco. L'operazione, tuttavia, secondo Reporters Without Borders (RS), ha segnato l'inizio di un ruolo operativo statunitense più incisivo in Ecuador, che potrebbe espandersi significativamente nei prossimi mesi.

Noboa si è mosso rapidamente per rafforzare i legami di sicurezza dell'Ecuador con Washington da quando è entrato in carica nel 2023, presentando la cooperazione statunitense come centrale nella presunta campagna del suo governo contro la criminalità organizzata. Nel febbraio 2024, Noboa ha ratificato un accordo sullo status delle forze armate che consente alle truppe statunitensi di operare in Ecuador al riparo dalle leggi e dai procedimenti giudiziari locali.

Responsible Statecraft ha osservato che, sempre nel 2024, Noboa ha autorizzato l'esercito statunitense a stazionare navi e personale nelle isole Galápagos, un ambiente particolarmente sensibile. Le autorità ecuadoriane hanno anche valutato la possibilità di riaprire l'ex base militare statunitense nella città costiera di Manta, che ha rappresentato un centro nevralgico per le precedenti operazioni di Washington nella guerra alla droga, fino alla sua chiusura nel 2009.

La spinta per un rinnovo degli accordi di base è arrivata nonostante la Costituzione ecuadoriana proibisca le basi militari straniere sul territorio nazionale. Noboa ha tentato di ribaltare il divieto attraverso un referendum nazionale, ma la proposta è stata nettamente respinta dagli elettori. Nonostante il risultato, le truppe statunitensi sarebbero presenti nel sito di Manta da dicembre, nell'ambito di quello che le autorità hanno descritto come un dispiegamento temporaneo legato a operazioni congiunte.

Radio Liberty, in questo contesto, ha osservato che le politiche di sicurezza di Noboa sono state attuate durante un prolungato stato di emergenza, che ha permesso all'esercito di assumere un ruolo centrale nell'applicazione della legge a livello nazionale. Per oltre due anni, le forze armate sono state dispiegate in modo capillare nelle città dell'Ecuador, mentre le autorità hanno sospeso alcuni diritti nell'ambito di una campagna contro le reti criminali.

Nonostante l'approccio militarizzato, la violenza è aumentata vertiginosamente. Il tasso di omicidi in Ecuador è salito a oltre 50 ogni 100.000 persone lo scorso anno, un aumento drammatico rispetto ai 5,8 ogni 100.000 di meno di dieci anni fa. La crescente campagna di sicurezza ha portato a gravi accuse di abusi da parte delle forze ecuadoriane, tra cui torture, esecuzioni extragiudiziali, arresti arbitrari e sparizioni forzate, come riportato da RS, citando gruppi per i diritti umani e istituzioni legali.

In una recente sentenza, la Corte Costituzionale ecuadoriana ha stabilito che membri dell'esercito erano responsabili delle torture e della scomparsa di quattro bambini i cui corpi carbonizzati sono stati successivamente ritrovati sul ciglio di una strada, un caso che ha suscitato indignazione nazionale. Allo stesso tempo, i critici affermano che il governo si è mosso per restringere lo spazio politico. Le autorità hanno congelato i conti bancari di organizzazioni indigene, hanno incriminato per terrorismo attivisti, espulso giornalisti stranieri e disperso violentemente manifestazioni.

Anche le istituzioni democratiche dell'Ecuador hanno subito crescenti pressioni, secondo Responsible Statecraft. Dopo che la Corte Costituzionale ha bloccato i tentativi di consolidare il potere esecutivo, Noboa ha attaccato pubblicamente i giudici, definendoli "nemici del popolo". Nel frattempo, un giudice allineato con il procuratore generale del Paese ha emesso un'ordinanza che sospende per nove mesi il principale partito di opposizione dell'Ecuador, impedendogli di partecipare alle prossime elezioni locali.

Anziché prendere le distanze da questi sviluppi, Washington ha rafforzato la cooperazione con l'amministrazione Noboa.

Gli Stati Uniti hanno approvato la designazione di diverse bande criminali ecuadoriane come "Organizzazioni Terroristiche Straniere", hanno aperto un ufficio dell'FBI a Quito e hanno invitato Noboa a partecipare al vertice Scudo delle Americhe, un incontro di leader regionali a sostegno delle iniziative di sicurezza statunitensi.

Secondo Reporters Online, gli attacchi congiunti condotti in Ecuador rappresentano il segno più evidente di questa partnership in espansione.

Il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha affermato che gli Stati Uniti stanno "bombardando i narcotrafficanti anche via terra", aggiungendo che "molto altro seguirà".

Secondo Reporters Online, ulteriori operazioni potrebbero essere già in corso. Il Ministro degli Interni ecuadoriano ha annunciato il coprifuoco in diverse province orientali, dichiarando al contempo l'inizio di una "grande offensiva contro i gruppi criminali". Si prevede che la campagna riceverà un "significativo sostegno dalle forze statunitensi".

Per Noboa, il crescente ruolo militare degli Stati Uniti rappresenta un importante vantaggio strategico dopo il fallimento del suo tentativo di ottenere una base americana permanente alle urne.

Per Washington, la cooperazione dell'Ecuador offre l'opportunità di espandere le operazioni militari statunitensi lungo quello che Hegseth ha definito il "perimetro di sicurezza immediato" di un "Grande Nordamerica".

I recenti attacchi sembrano quindi segnare solo la fase iniziale di una più ampia espansione delle operazioni di sicurezza statunitensi nella regione.


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