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Iraniani: fra il regime e gli USA scelgo il regime
di
Leandro Leggeri
Un reportage della rivista 1843 Magazine (The Economist) racconta l’esperienza di un iraniano fuggito dal paese durante la guerra e mette in discussione una delle convinzioni più diffuse in Occidente: l’idea che i bombardamenti stranieri possano provocare una rivolta popolare contro il governo di Teheran.
Nel racconto, il testimone descrive la vita quotidiana tra raid aerei e repressione interna, spiegando che molti civili si sentono intrappolati tra due paure.
La conclusione è sorprendente.
“Se mi chiedi oggi chi sceglierei tra l’America e il regime, direi il regime… Non credo che adesso qualcuno si solleverà.”
Secondo il reportage, la guerra non sta indebolendo automaticamente il sistema politico iraniano. Al contrario, i bombardamenti stranieri rischiano di rafforzare il nazionalismo e spingere una parte della popolazione a stringersi attorno allo Stato, anche tra persone che non sostengono il governo.
Una dinamica già osservata in molti altri conflitti: quando un paese viene attaccato dall’esterno, l’opposizione interna tende temporaneamente a ridursi invece di esplodere.
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