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Consiglio Supremo di Difesa: non siamo in guerra
di
Rita Newton
Il Consiglio Supremo di Difesa ha finalmente citato gli USA e Israele come autori dell'azione militare contro l’Iran, che produce "gravi effetti destabilizzanti... nell’intera regione del vicino medio Oriente e nell’area del Mediterraneo."
Tuttavia non ha mancato di attribuire la colpa di aver iniziato tutto a Mosca: "attuale contesto di instabilità - irresponsabilmente aperto dall’aggressione della Russia all’Ucraina".
Inoltre parta di "estensione del conflitto ad opera dell’Iran" che "rischia anche di aprire spazi a forme di guerra ibrida e a gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche". Il Consiglio valuta "gravi le azioni dell’Iran per ostacolare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz".
Per fortuna si mette nero su bianco il "pieno rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione" e che "l’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra, come ha ribadito il Presidente del Consiglio in Parlamento".
Chiarisce poi che "l’utilizzo delle infrastrutture militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi" avverrà "nel rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti che include fra l’altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico e che "eventuali richieste che dovessero eccedere il perimetro delle attività già disciplinate dagli accordi citati saranno sottoposte al Parlamento".
Il Consiglio ha preso in esame "con particolare attenzione" anche la situazione in Libano e chiede a Israele "di astenersi da reazioni spropositate alle comunque inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il Libano in un nuovo drammatico conflitto". (non è dato sapere se il "che" sia riferito alle azioni di Hezbollah o alle reazioni di Israele e di conseguenza chi si voglia indicare come responsabile del conflitto libanese).
Il Consiglio ritiene "allarmanti le continue gravi violazioni della risoluzione n. 1701 del 2006 e il ripetersi di inammissibili attacchi da parte israeliana al contingente di UNIFIL, attualmente a guida italiana" e "esprime condanna per l’aggressione ai militari italiani a Erbil in Iraq".
Il tutto appare confezionato con molta arte da Mattarella e dai suoi consiglieri che probabilmente hanno anche letto le tante critiche al discorso in parlamento (e ai precedenti silenzi) di Meloni, visto che finalmente si dice che "Attacchi a civili, di cui troppo sovente sono vittime bambini come nel caso della strage della scuola di Minab, sono sempre inaccettabili" anche se lasciando nel vago chi sia responsabile di quel raid.
Esplicitarlo sarebbe troppo, rispetto ai soliti standard, visto che già erano stati miracolosamente citati USA e Israele come autori dell'azione militare in Medio Oriente e si era parlato di iniziative unilaterali senza giustificarle con il diritto internazionale "fino a un certo punto".
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