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Poche immagini dalle città israeliane colpite dai missili. Non solo censura
di
Emma Buonvino
Durante molti conflitti contemporanei le immagini circolano quasi in tempo reale: video girati con gli smartphone, dirette televisive, fotografie satellitari e contenuti condivisi sui social media. Nel caso degli attacchi missilistici contro città israeliane, tuttavia, numerosi osservatori hanno notato una relativa scarsità di immagini verificabili provenienti direttamente dai luoghi colpiti.
Questa situazione è il risultato di diversi fattori che riguardano la censura militare, le esigenze operative di sicurezza e il controllo della diffusione di informazioni sensibili durante la guerra.
Il sistema di censura militare
Israele dispone da decenni di un sistema di censura militare che può intervenire sui contenuti pubblicati dai media quando questi riguardano la sicurezza nazionale.
Il cosiddetto Censore Militare è un’autorità ufficiale che può richiedere ai giornalisti e alle testate di sottoporre determinati materiali a revisione prima della pubblicazione. Questo meccanismo ha origini nel periodo del Mandato britannico e continua a essere utilizzato in situazioni di conflitto o di emergenza militare.
Il censore può bloccare o modificare la diffusione di informazioni che potrebbero rivelare posizioni militari, capacità tecnologiche sensibili, dettagli operativi sulle difese del paese, luoghi strategici colpiti o danneggiati.
In alcune circostanze i media non possono nemmeno segnalare pubblicamente che un contenuto è stato censurato.
Restrizioni durante gli attacchi missilistici
Con l’intensificarsi degli attacchi contro città come Tel Aviv, Gerusalemme e Haifa, le autorità militari hanno rafforzato le restrizioni sulla diffusione di immagini e video.
Tra le limitazioni più comuni:
divieto di trasmettere dirette dello skyline durante gli attacchi
restrizioni sulla ripresa dei sistemi di difesa aerea mentre intercettano missili
limitazioni sulla geolocalizzazione precisa dei luoghi colpiti
controllo sulla diffusione di video amatoriali provenienti dai social media
Queste regole si applicano sia ai media locali sia ai corrispondenti internazionali.
Le ragioni militari delle restrizioni
Le limitazioni sulla diffusione delle immagini sono legate a esigenze di sicurezza operativa.
In una guerra moderna anche un semplice video può fornire informazioni utili all’avversario. Ad esempio:
un filmato di un cratere può aiutare a determinare il punto esatto di impatto di un missile
la ripresa della traiettoria di un intercettore può rivelare la posizione di sistemi di difesa
immagini dettagliate di infrastrutture colpite possono mostrare quali obiettivi sono stati effettivamente danneggiati.
Queste informazioni possono essere utilizzate per correggere il tiro nei successivi attacchi o per individuare punti vulnerabili nei sistemi difensivi.
Pressioni e limitazioni per i giornalisti
Alcuni reporter internazionali hanno segnalato difficoltà nel documentare gli attacchi direttamente sul campo.
In varie occasioni troupe televisive sono state invitate ad allontanarsi dai luoghi degli impatti o hanno visto interrompere le trasmissioni in diretta.
Organizzazioni che monitorano la libertà di stampa, come il Committee to Protect Journalists e Reporters Without Borders, hanno espresso preoccupazione per queste restrizioni.
Le autorità israeliane sostengono tuttavia che tali misure siano necessarie per evitare che immagini o informazioni sensibili possano essere utilizzate a scopo militare.
Il ruolo delle immagini satellitari
Un altro elemento che influisce sulla disponibilità di immagini riguarda i satelliti commerciali.
In molti conflitti le immagini satellitari ad alta risoluzione vengono pubblicate rapidamente da aziende private e utilizzate da giornalisti, ricercatori e analisti OSINT. Tuttavia, in alcune situazioni queste immagini possono essere diffuse con ritardi o con limitazioni quando esiste il rischio che possano essere sfruttate per operazioni militari.
Un contesto informativo più difficile
La combinazione di censura militare, restrizioni operative e limitazioni tecniche contribuisce a creare una situazione in cui le immagini autentiche diventano più rare.
Quando questo accade, lo spazio informativo viene spesso riempito da vecchi filmati provenienti da altri conflitti, contenuti manipolati, immagini generate artificialmente.
Per questo motivo la verifica delle fonti e l’analisi critica dei contenuti visivi diventano particolarmente importanti nella copertura dei conflitti contemporanei.
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