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Israele fa cadere le accuse a soldati accusati di stupro in carcere
di
Antonella Salamone
Israele lascia cadere le accuse contro i soldati accusati di violenza sessuale a Sde Teiman
La procura militare israeliana ha annullato l'incriminazione di cinque soldati accusati di aver aggredito sessualmente un detenuto palestinese presso il controverso centro di detenzione di Sde Teiman, nel sud di Israele.
L'esercito israeliano ha confermato la decisione in una dichiarazione.
"Alla luce dei significativi sviluppi intervenuti da quando è stata depositata l'incriminazione nel caso Yemen Field, la procura militare ha deciso oggi di annullarla", ha dichiarato l'esercito.
Il caso riguardava la presunta tortura e aggressione sessuale ai danni di un detenuto palestinese, detenuto presso la base militare di Sde Teiman, nel deserto del Naqab (Negev).
L'esercito ha affermato che si sono verificate "circostanze eccezionali che hanno influito negativamente sulla possibilità di perseguire il caso, preservando al contempo il diritto a un giusto processo".
Il caso di aggressione risale al luglio 2025, quando i soldati israeliani avrebbero torturato e aggredito sessualmente un detenuto palestinese all'interno del centro di Sde Teiman.
L'atto d'accusa accusava i soldati di aver causato gravi lesioni.
Secondo il fascicolo dell'accusa citato nei resoconti dei media, il detenuto ha riportato una lacerazione vicino al retto dopo essere stato accoltellato con un oggetto appuntito durante l'abuso.
I filmati di sorveglianza trapelati dalla struttura mostrano i soldati israeliani che circondano il detenuto e bloccano la visuale delle telecamere. Il detenuto è stato successivamente ricoverato in ospedale per gravi ferite.
L'incidente ha innescato una crisi politica in Israele e ha scatenato manifestazioni e pressioni politiche da parte di attivisti e politici di estrema destra che si sono mobilitati in difesa dei soldati. Diversi manifestanti si sono radunati fuori dal tribunale militare chiedendone il rilascio e condannando le indagini, mentre alcuni legislatori hanno criticato l'accusa per aver portato avanti il caso.
La controversia ha anche contribuito alle dimissioni dell'ex procuratore generale militare israeliano, Yifat Tomer-Yerushalmi, dopo che quest'ultima ha ammesso di aver approvato la divulgazione dei filmati di sorveglianza che mostrano i presunti abusi.
L'aggressione è avvenuta nel centro di detenzione di Sde Teiman, una base militare che ha ospitato un gran numero di palestinesi durante la guerra genocida israeliana contro Gaza.
La struttura ha attirato l'attenzione internazionale per le accuse di tortura, abusi e trattamenti degradanti dei detenuti.
Associazioni per i diritti umani ed ex detenuti hanno descritto maltrattamenti diffusi nel sito, tra cui gravi percosse, costrizione prolungata e negligenza medica.
Indagini e testimonianze hanno anche documentato denunce di violenza sessuale e tortura all'interno della struttura.
Diversi detenuti palestinesi rilasciati da Sde Teiman hanno descritto abusi sistematici durante gli interrogatori, tra cui elettrocuzioni, percosse e aggressioni sessuali.
Il centro di detenzione è stato ampiamente definito da molti "la Guantanamo di Israele", paragonandolo al campo di prigionia statunitense di Guantanamo Bay.
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