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12 marzo 2026
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Le "basi degli italiani" nell'area di guerra
di Francesco Dall'Aglio

Stamattina Repubblica, per lanciare la notizia dell'attacco di droni alla base di Erbil, se ne è uscita con un titolo surreale (poi cambiato dopo poco), che ho casualmente potuto salvare: "la base degli italiani", ovvero una via di mezzo tra una cosa nostra, di tutti noi, come "il canto degli italiani", e una base che boh, sta lì, è di certi italiani, vai a sapere.

La base sta effettivamente lì, ovvero al "Camp Singara" dell'aeroporto di Erbil, l'antichissima Arbil sumera ora capitale del Kurdistan iracheno, e ci sta dal 2014 per la "Operazione Prima Parthica", contributo italiano alla missione internazionale Inherent Resolve.

"Prima Parthica" è, ovviamente, la Legio I Parthica creata nel 197 dC da Settimio Severo con legionari reclutati in Siria, in buona parte veterani dell'armata di Pescennio Nigro che lo aveva proclamato imperatore dopo la morte di Pertinace, e acquartierata a Singara, l'odierna Sinjar sempre in Iraq (ma non nel Kurdistan) per fronteggiare appunto i parti. A Singara nel 344 (o nel 348) si combatté la battaglia omonima, vinta dalla Parthica contro l'esercito sasanide; nel 360 però venne sconfitta e trasferita più a ovest, a Viranşehir in Turchia (ma quasi in Siria).

Ciò detto, che ci fa una base italiana ad Erbil, a meno di 120 chilometri dal confine iraniano? Contrasta il terrorismo ovviamente, che domande, e addestra le locali forze armate sempre contro il terrorismo. Però se si va a vedere la paginetta che il nostro Ministero della Difesa dedica alla missione si scopre che il primo obiettivo è "contribuire agli staff della Coalizione", ma il secondo è "attività Air-to-Air refueling a favore degli assetti aerei della Coalizione" e il terzo "ricognizione e sorveglianza con velivoli e aerei remotizzati" (la gente normale li chiama droni).

"Addestramento delle forze di sicurezza curde e irachene" viene solo al quarto e ultimo posto, anche se a giudicare dai bollettini stampa pare essere l'attività principale. In sintesi, la base è un centro logistico per l'aviazione e un centro di ricognizione e sorveglianza.

Per cui forse sarebbe bene se il Ministro Tajani e il Ministro Crosetto, oltre a rallegrarsi come noi tutti del fatto che alla fine non si è fatto male nessuno, riferissero se per caso, oltre alla benemerita attività antiterrorismo, "Prima Parthica" non abbia appunto svolto, e non per Inherent Resolve ma per Epic Fury, supporto logistico all'aviazione impegnata a bombardare l'Iran e/o attività di ricognizione/sorveglianza allo stesso scopo, o se gli iraniani hanno solo mirato all'aeroporto. Che, come Crosetto ha chiarito, alla fine è una installazione "anche americana".

PS: se siete curiosi di sapere in quante missioni all'estero, che siano NATO, ONU, UE o "altro" sono impegnati i militari italiani, sono 40.

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