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11 marzo 2026
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Bandire Gesù dal discorso: Knesset esamina un ddl
di Mauro W. Giannini

Un disegno di legge presentato alla Knesset propone sanzioni per chiunque tenti di parlare pubblicamente di Cristo e include la distribuzione di materiale che promuova la fede cristiana. Secondo la proposta, anche la pubblicazione o la condivisione di contenuti volti a incoraggiare la conversione potrebbe essere punita.

Il ddl si aggancia alla attuale Legge sulla Protezione dei Luoghi Santi che stabilisce che "i Luoghi Santi devono essere protetti dalla profanazione e da qualsiasi altra violazione e da qualsiasi cosa che possa violare la libertà di accesso..." e stabilisce sanzioni penali per tali reati.

I regolamenti promulgati ai sensi della legge in merito ai luoghi sacri ebraici si concentrano principalmente sul Muro Occidentale e definiscono gli atti considerati "profanazione", tra cui "lo svolgimento di una cerimonia religiosa non conforme alle usanze del luogo, che offenda i sentimenti dei fedeli nei confronti del sito".

Ma la formulazione del disegno di legge sulla "profanazione" si estende oltre il luogo fisico in sé, creando preoccupazione che le espressioni che promuovono la fede in Gesù, in particolare il materiale che incoraggia la conversione, possano rientrare nel suo ambito, riecheggiando la proposta del 2023 avanzata da Moshe Gafni e Yaakov Asher che prevedeva sanzioni penali per i tentativi di persuadere gli israeliani ad adottare il cristianesimo.

Il disegno di legge attuale stabilisce infatti che la distribuzione di messaggi a sostegno della fede in Gesù attraverso Internet, i media o la posta elettronica per persuadere gli israeliani a convertirsi diventerebbe reato.

Il disegno di legge era stato programmato per l'esame della Commissione Ministeriale per la Legislazione domenica 22 febbraio 2026, al fine di ottenere il sostegno della coalizione. Tuttavia Netanyahu lo ha ritirato all'ultimo momento, probabilmente per evitare di innescare una crisi con l'ebraismo USA.

Di conseguenza, viene presentato come proposta di legge di iniziativa parlamentare, con libero voto dei membri della coalizione, molti dei quali hanno già annunciato la loro intenzione di sostenerlo.

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