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09 marzo 2026
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I tre angoli "nucleari" della guerra contro l'Iran
trad. di Samir Al Qaryouti

Con immenso piacere metto alla vostra attenzione questo articolo del mio collega e amico Swailim, che vive e lavora a Ramallah, sulla guerra contro l'Iran.

I tre angoli "nucleari" della guerra contro l'Iran

di Abdul Majid Swailim

Proviamo a scomporre i lati di questo triangolo per riordinarli secondo una nuova logica.

Il primo lato: L'arma atomica iraniana

Il primo lato riguarda l'arsenale nucleare iraniano. La questione qui è duplice: l'Iran possiede già tale arma o la sta occultando per svelarla solo a un determinato stadio dell'escalation bellica, ovvero quando l'annuncio diventerà un'esigenza vitale e improrogabile?
Oppure, l'Iran non possiede ancora l'arma, ma è pronto e determinato a fabbricare tale risorsa qualora le circostanze lo richiedano. In questo contesto, sorge una domanda cruciale: la produzione e l'annuncio avverranno in una fase di estrema fragilità del regime, o sarà un altro il fattore determinante?
Ci si chiede inoltre: la fatwa che proibisce la produzione di armi nucleari è ancora valida, o è stata superata dagli eventi? Ha forse perso la sua giustificazione "legittima" (sharia) di fronte a una minaccia esistenziale che ne annulla le basi dottrinali e giurisprudenziali?

Il secondo lato: L'opzione nucleare di USA e Israele

Il secondo lato riguarda l'ipotesi di un impiego atomico da parte degli Stati Uniti — magari in forma parziale per imporre la "resa", come potrebbe concepire Donald Trump — o da parte del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Per quest'ultimo, l'obiettivo potrebbe non limitarsi alla resa, ma puntare alla distruzione totale del Paese.
Bisogna capire se questa opzione sia realmente sul tavolo come "ultima ratio" e come si potrebbe giungere a un simile estremo. Le implicazioni sono ramificate: come potrebbero gli Stati Uniti garantire che l'intera regione non venga contaminata? Come assicurare — dato che Washington sarebbe certamente a conoscenza delle intenzioni israeliane — che l'intera area del Golfo e i sei paesi limitrofi non vengano devastati? Cosa resterebbe dell'importanza strategica di questa regione?
L'umanità si troverebbe di fronte a una catastrofe senza precedenti, capace di far apparire le due guerre mondiali come semplici anticipazioni in miniatura. Il conflitto con l'Iran vale davvero un simile prezzo?

Il terzo lato: Il fronte internazionale

È l'angolo più pericoloso. Se la temerarietà di Trump e Netanyahu arrivasse a tanto, come reagirebbe la Russia vedendo le radiazioni filtrare verso i propri confini meridionali? E la Cina, osservando la distruzione del Medio Oriente (Asia occidentale), dove risiedono le sue fonti energetiche e i suoi interessi vitali?
Mosca resterebbe a guardare o agirebbe immediatamente per neutralizzare ogni minaccia, a partire da quella europea? Pechino non si sentirebbe costretta a blindare il proprio scudo nucleare, magari assumendo il controllo totale del proprio perimetro asiatico, oltre a Taiwan?
In questo scenario, il linguaggio che sentiamo non è più solo quello dei "fissati" del sionismo cristiano o degli evangelici estremisti, ma quello di leader e ministri influenti negli USA. Sono semplici allucinazioni politiche o c'è un nesso tra la gestione del potere di Trump e certi rituali che lo dipingono come "benedetto", evocando il "ritorno del Messia", il "Terzo Tempio" e persino la distruzione della moschea di Al-Aqsa? Queste frange stanno forse guidando direttamente la rotta dell'amministrazione Trump?

* * *

Analisi e Riflessioni Finali

Ho voluto approfondire questa questione spinosa per evidenziare la portata del male che potrebbe colpire l'umanità a causa delle ambizioni occidentali, americane e, nello specifico, sioniste.

Non pretendo di avere risposte certe, ma offro alcuni punti fermi:

• Il nucleare della resistenza: La vera "atomica" iraniana è la sua capacità di resilienza (somoud). È un fattore spirituale e identitario radicato nella coscienza religiosa dell'Iran e dei suoi alleati, con una carica motivazionale che sfugge a chi si è formato su modelli di pensiero occidentali.

• La necessità della sopravvivenza: Credo che l'Iran o possieda già l'arma o la fabbricherà per necessità estrema se il regime rischiasse il collasso. In quel caso, nessuna barriera religiosa terrebbe più. Senza un contrappeso nucleare, l'Iran avrebbe consegnato il proprio destino all'Occidente per un'ideologia ingenua e ir-responsabile.

• L'errore della sottovalutazione: Escludere l'uso dell'atomica da parte di Trump o Netanyahu è un errore fatale. Per l'America questa sfida è cruciale per la leadership mondiale; per la destra israeliana, è una questione di vita o di morte.

• La reazione a catena: Se il tabù nucleare venisse infranto, Russia e Cina non esisterebbero a rispondere allo stesso modo nelle loro aree di influenza continentale.

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