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10 marzo 2026
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Trump pressato dai consiglieri per finire presto la guerra
di Aurora Gatti

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta subendo crescenti pressioni da parte di alcuni dei suoi consiglieri affinché definisca un percorso per porre fine alla guerra contro l'Iran, mentre aumentano le preoccupazioni per l'aumento dei prezzi del petrolio e i potenziali costi politici di una guerra prolungata, ha riportato martedì il Wall Street Journal.

Secondo il rapporto, Trump ha lasciato intendere che la guerra potrebbe concludersi presto, sostenendo che l'operazione ha già raggiunto gran parte degli obiettivi prefissati. Parlando ai giornalisti in Florida lunedì, ha affermato che gli Stati Uniti hanno compiuto rapidi progressi nella guerra. "Siamo molto più avanti del previsto", ha detto Trump, aggiungendo di credere che la guerra potrebbe finire "molto presto".

Nonostante queste osservazioni, il rapporto ha osservato che alti funzionari dell'amministrazione considerano improbabile un rapido ritiro nelle attuali condizioni. I funzionari hanno dichiarato al giornale che i continui attacchi iraniani contro posizioni statunitensi e obiettivi regionali, insieme alla continua prontezza di "Israele" a colpire siti iraniani, complicherebbero qualsiasi tentativo di Washington di disimpegnarsi dalla guerra.

Trump ha anche indicato che ulteriori azioni militari restano sul tavolo se Teheran dovesse interferire con i flussi energetici globali. Ha avvertito che gli Stati Uniti continueranno a prendere di mira l'Iran qualora il paese tentasse di ostacolare le spedizioni di petrolio che attraversano lo Stretto di Hormuz.

Dietro le quinte, tuttavia, diversi consiglieri hanno incoraggiato il presidente a presentare pubblicamente una strategia per porre fine alla guerra, sostenendo che l'esercito statunitense abbia già ottenuto significativi guadagni operativi. Le loro preoccupazioni derivano dal fatto che i prezzi del petrolio hanno superato i 100 dollari al barile, alimentando le preoccupazioni tra gli alleati repubblicani sull'impatto economico della guerra e sulle sue potenziali conseguenze per le prossime elezioni.

I dati dei sondaggi esaminati dall'amministrazione mostrano anche che la maggioranza degli americani è contraria alla guerra, secondo persone a conoscenza delle discussioni. Queste tendenze hanno spinto alcune figure all'interno della cerchia politica di Trump a spingere per una strategia di comunicazione più incisiva volta a convincere l'opinione pubblica della necessità dell'operazione.

Un alto funzionario dell'amministrazione ha dichiarato al giornale che Trump intende continuare la guerra finché non potrà dichiarare un esito chiaro a favore di Washington. "Trump non smetterà di combattere finché non potrà rivendicare una vittoria soddisfacente", ha affermato il funzionario.

Il rapporto cita anche persone vicine al pensiero del presidente, le quali hanno affermato che Trump è rimasto sorpreso dal fatto che l'Iran non abbia ceduto alle richieste di Stati Uniti e Israele nonostante l'aggressione prolungata.

La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha respinto le affermazioni secondo cui esistano divisioni interne all'amministrazione, liquidando il resoconto come inaccurato.

"Questa storia è piena di sciocchezze provenienti da fonti anonime che, posso garantire, non sono presenti nella stanza con il presidente Trump", ha affermato. "I principali collaboratori del presidente sono concentrati 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per garantire che l'Operazione Epic Fury continui a essere un enorme successo, e la fine di queste operazioni sarà in ultima analisi decisa dal comandante in capo".

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