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09 marzo 2026
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Come una società impara a tollerare la crudeltà
di Emma Buonvino

Nel 1971 lo psicologo Philip Zimbardo condusse uno degli esperimenti più inquietanti della psicologia: lo Stanford Prison Experiment presso la Stanford University.

Ventiquattro studenti, ragazzi comuni, furono divisi casualmente in due gruppi: guardie e prigionieri.

Non erano criminali.
Non erano sadici.
Erano semplicemente persone normali inserite in un sistema di potere.

In pochi giorni accadde qualcosa di sconvolgente.
Le guardie iniziarono a umiliare i prigionieri.
Privazione del sonno.
Punizioni arbitrarie.
Insulti.
Degradazione psicologica.

I prigionieri iniziarono a crollare emotivamente.

L’esperimento doveva durare due settimane.
Fu interrotto dopo sei giorni.

Quello che rivelò è una dinamica che attraversa tutta la storia umana.

1. La disumanizzazione

Ogni sistema di violenza inizia con il linguaggio.
Un gruppo di esseri umani smette di essere visto come persone.
Diventa un problema.
Una minaccia.
Un nemico.

È così che si prepara il terreno delle tragedie storiche, dall'Olocausto alla Nakba.

2. La normalizzazione della violenza

Una volta tolta l’umanità all’altro, ciò che prima sembrava impensabile diventa accettabile.
Umiliazioni.
Punizioni.
Privazioni.> Le persone non cambiano improvvisamente natura. È il sistema che insegna loro cosa è permesso.

3. L’indifferenza

La fase più pericolosa.
Molti non partecipano direttamente alla violenza. Ma scelgono di non vedere.
Ed è proprio l’indifferenza che permette ai sistemi di oppressione di consolidarsi.
Il male raramente trionfa solo per la forza dei violenti.
Spesso trionfa per il silenzio dei testimoni.

4. Il momento della coscienza

Eppure esiste anche un altro momento.
Il momento in cui qualcuno decide di non obbedire.
Nella storia ci sono sempre stati uomini e donne che hanno scelto di restare umani anche quando il sistema chiedeva loro di non esserlo.
Durante l'Olocausto alcune persone rischiarono la vita per salvare famiglie ebree.
In ogni epoca ci sono voci che continuano a denunciare le ingiustizie anche quando sarebbe più facile tacere.
È questo il punto in cui la storia può cambiare.
Perché ogni sistema di oppressione teme una cosa più di tutte: la coscienza che si sveglia.

Piccola bibliografia

Esperimento di Stanford
Philip Zimbardo, The Lucifer Effect: Understanding How Good People Turn Evil (2007).
Stanford University, Stanford Prison Experiment Archive.
Psicologia dell’obbedienza e dell’autorità
Stanley Milgram, Obedience to Authority (1974).
Hannah Arendt, Eichmann in Jerusalem: A Report on the Banality of Evil (1963).
Genocidio e disumanizzazione
Raul Hilberg, The Destruction of the European Jews (1961).
Christopher Browning, Ordinary Men (1992).
Storia della Nakba
Ilan Pappé, The Ethnic Cleansing of Palestine (2006).
United Nations – rapporti storici sui rifugiati palestinesi e su UNRWA.

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