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10 marzo 2026
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Iran: leader supremo eletto, non ereditario
di Rossella Ahmad

No, in Iran le cariche non sono ereditarie.

Non è stato Khamenei a designare Khamenei: solo in tal caso avreste potuto parlare di passaggio delle funzioni da padre a figlio, pratica defunta assieme all'ultimo Shah.

L'elezione di Mojtaba Khamenei nasce piuttosto sull'onda di una emotività che ha scosso l'intera popolazione iraniana. Prende forma cioè dopo un evento traumatico inserito in una cornice di emergenza e di grave pericolo per il paese, quale è l'assassinio del leader supremo durante un'aggressione coloniale che costituisce il momento più delicato nella storia dell'Iran moderno.

L'acceso dibattito tra pasdaran e clero circa l'elezione di Khamenei figlio, a tale proposito, la dice lunga su quale sia la concezione iraniana sulla liceità della ereditarietà delle cariche dello stato.

Credo invece che nell'elezione abbia prevalso la commozione per uno strappo percepito come sfregio al senso di orgoglio nazionale calpestato. La morte di Khamenei è già entrata nell' epica dello sciismo e del paese. Ma direi non solo di essi.

È il gesto aristocratico di un leader che porta sulle spalle il peso di un popolo e di millenni di storia.

Avrebbe potuto scappare e non lo ha fatto.
Avrebbe potuto nascondersi e non lo ha fatto.
Avrebbe potuto chinare la testa di fronte ai bandidos, cultori della nuda vita, e non lo ha fatto.

La sua è stata una scelta strategica di estrema resistenza di fronte ad un crimine coloniale, che il popolo ha capito e apprezzato. Mai come oggi la sua figura è stata amata e riverita, mai più di oggi il sentimento di vendetta ha pervaso il paese. E chi più di un leader a cui è stata sottratta gran parte della famiglia in un unico, codardo attacco, potrebbe comprendere e venire incontro a questo desiderio generalizzato, trasversale, indomabile?

In questo contesto si innesta l'elezione di Mojtaba.

L'ereditarietà non c'entra proprio un fico secco.

Astenetevi per favore dal raccogliere dal pattume dell'informazione mainstream la demenziale propaganda sionista e l'infestante spazzatura imperialista per spalmarla sulle menti deboli di questo povero occidente allo sbando.

Alla manipolazione mediatica bastano ed avanzano i giornaloni nostrani, partiti già in quarta con le consuete veline imperiali sugli asset finanziari di tizio e di caio. Tutto già visto in anni di demonizzazioni e calunnie ricamate sulle figure più nobili della Resistenza palestinese.

Ho ancora il vomito al ricordo delle storiacce sulle borsette di Hermes e sulle presunte vite dorate in Qatar dei membri di Hamas e delle loro famiglie. Nella realtà, tutti uccisi, in quei campi profughi di Gaza da cui non si erano mai allontanati, in case che avevano come unico mobilio una credenza sfondata.

Rispedite al mittente senza indugio l'intero pacchetto mediatico di questi campioni della millanteria. Io il suggerimento ve lo ho dato da tempo: ponetevi sempre all'opposto della stampa per non sbagliare. Quando non siate sicuri di qualcosa o di qualcuno osservate come si posizionano i media corporativi. E poi correte sulla sponda opposta.

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