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La perfetta scusa dell'AI
di
Francesco Dall'Aglio
"Nessuno appare in pieno controllo della catena che ha costruito, sacrificando il criterio di proporzionalità – come del resto già aveva mostrato l’AI israeliana Lavender impiegata per i bombardamenti a Gaza. Un esempio è il massacro delle 165 bambine a Minab, per il quale nessuno accetta la responsabilità sull’algoritmo che ha designato l’obiettivo."
I russi, gli iraniani, i cinesi, i venezuelani uccidono la gente perché sono cattivi, noi invece non uccidiamo mai nessuno tranne appunto le persone cattive, e se per caso uccidiamo persone non cattive tipo i bambini (che però, tipo le 160 e passa bambine e bambini della scuola iraniana, sarebbe meglio definire persone la cui cattiveria non ha avuto ancora modo di maturare ed esprimersi o che non sono ancora diventate vittime di persone cattive che noi uccideremo in quanto cattive) o non è mai successo o è un tragico errore che fa soffrire più noi, che siamo buoni, che loro che sono semplicemente dei cattivi ancora piccoli, quindi per rispetto delle vittime (noi) non parliamone.
Ora poi non è più nemmeno colpa di chi ha ordinato l'attacco o di chi l'ha eseguito (che, ripeto, sono le vere vittime di tutta questa storia), ma dell'algoritmo. Cattivo, cattivo algoritmo. Non si fa.
L'articolo non è di Repubblica o simili, è del Manifesto...
EDIT: siccome bisogna spiegare sempre tutto per bene altrimenti si viene fraintesi: non me la prendo né con l'articolo né con l'articolista, ma con la perfetta scusa che l'IA fornirà a chi nega che anche noi, qualche volta, possiamo non comportarci proprio benissimo
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