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07 marzo 2026
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Morti inutili
di Rossella Ahmad

Se l'obiettivo della criminale aggressione era la sollevazione della popolazione iraniana contro il suo governo, allora l'America ha già perso questa guerra.

Le spalle curve dell'Uomo arancione ne sono plastica testimonianza. Si curveranno sempre più mano a mano che le bare coperte dalle stelle e strisce della vergogna giungeranno in patria, magari di notte, per non dare nell'occhio.

Morti inutili, caduti per permettere che uno stato canaglia si gonfiasse come un palloncino. Miliardi di dollari dei contribuenti americani dirottati ogni anno verso Tel Aviv per tenere artificialmente in vita uno stato già fallito, e questo è il ringraziamento con cui da sempre Moloch ripaga i suoi benefattori.

La Palestina ne è testimonianza vivente.

Vorrei che i trumpisti e i veterofemministi d'accatto di queste sfortunate periferie dell'impero si interrogassero seriamente sulle immagini provenienti dall'Iran. Milioni di video si rincorrono sui social: non è difficile rendersi conto dell'immensità del granchio che hanno preso.

Se potessi dare loro un consiglio, gli direi di essere adulti e di guardare in faccia la realtà invece di cambiare versione dei fatti in corso d'opera per adattare il più possibile la verità ai loro sgangherati pronostici, alla ideologia fallace che ha informato - e deformato - la loro visione degli eventi.

La popolazione iraniana non è insorta come speravano: i trumpisti da una parte, per dimostrare la giustezza del paradiso artificiale in cui vegetano, nel quale il pagliaccio arancione bluffa, anzi no. Agisce per il bene.

Ed i veterofemministi dall'altra, convinti che l'assassinio di un leader religioso avrebbe acceso le polveri della "rivolta femminile". Magari in biancheria intima per le strade di Teheran, come l'osceno ologramma artificiale che tante speranze fece nascere in individui che nulla sanno dell'oriente, proiezione di tutti i desideri malati di un occidente spiritualmente finito, che fa coincidere la liberazione con la nudità ad uso e consumo di guardoni che non si rassegnano di fronte alla impenetrabilità di un corpo femminile.

Non è sindrome di Stoccolma, no. È dignità di un popolo, maturo ancorché giovanissimo. È consapevolezza di cosa sia l'occidente e cosa voglia dall'Iran, da Mossadegh a Khamenei.

È attaccamento ai propri simboli, con il resistente leader vigliaccamente assassinato da una coalizione di pedofili, ricattatori, ricattati, spie e genocidi - le armate di Epstein, saggiamente denominate - ad incarnarne uno. Avvertito come doloroso sfregio da una popolazione che commemora l'assassinio degli imam Alì ed Hussein come fossero avvenuti ieri.

Non so cosa aggiungere, se non che lo psicodramma in cui vivono da sempre gli israeliani deve aver contagiato parecchi.

Brandiscono come clave mediatiche residuati ideologici privi di aggancio con il reale. Ma sono solo fuscelli spazzati dal vento, sappiatelo.

"La controinformazione autentica è innanzitutto una critica dell'ideologia dell'informazione. Non deve solo svelare i segreti del potere (cosa che talvolta è quasi impossibile), ma mettere a nudo la sua falsità strutturale, la sua manipolazione continua e invisibile della realtà."

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