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Jonathan Cook: guerra contro l'Iran progettata da 40 anni
di
Leandro Leggeri
In un editoriale pubblicato da Middle East Eye, il giornalista Jonathan Cook sostiene che la guerra contro l’Iran non sia il risultato di eventi recenti, ma l’esito di una strategia israeliana elaborata da decenni.
Secondo Cook, le giustificazioni ufficiali dell’attacco — dal programma nucleare iraniano alla necessità di fermare i missili balistici — sarebbero pretesti politici, mentre il vero obiettivo sarebbe da sempre ridimensionare o distruggere il ruolo regionale dell’Iran.
L’autore ricorda che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha più volte sostenuto negli ultimi quarant’anni che Teheran fosse “a pochi mesi” dalla bomba nucleare, una previsione ripetuta costantemente nel tempo.
Cook sostiene che Israele tema soprattutto il peso geopolitico dell’Iran come grande Stato regionale con una forte identità storica e culturale, capace di influenzare comunità sciite in diversi paesi del Vicino Oriente, tra cui Iraq, Libano, Siria e Yemen.
Secondo l’analisi, l’obiettivo strategico di Tel Aviv non sarebbe semplicemente un cambio di governo a Teheran, ma l’indebolimento strutturale dello Stato iraniano e la creazione di un vuoto di potere regionale che permetta a Israele di mantenere la propria superiorità militare.
Cook conclude che l’attacco all’Iran potrebbe invece rafforzare la rete di movimenti e alleanze regionali ostili a Israele, alimentando ulteriormente il conflitto in tutto il Vicino Oriente.
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