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Figli degli stupri di guerra - 2
di
Emma Buonvino
Figli di nati da stupri, la ricerca del padre biologico e cosa accade psicologicamente quando questo avviene.
I figli nati da stupro di guerra quando diventano adulti e genitori
(Terza generazione e ricerca delle origini)
Parliamo di persone che sono nate dentro una frattura e che, crescendo, si trovano davanti a due grandi passaggi:
diventare genitori a loro volta e
decidere se cercare o no il padre biologico.
Sono due momenti che riaprono tutto.
Quando diventano genitori: la terza generazione,
Molti adulti nati da stupri di guerra raccontano che la gravidanza o la nascita di un figlio riattiva domande profonde:
Posso essere un genitore sano?
Trasmetterò il trauma?
Sono capace di creare qualcosa che non venga dalla violenza?
La ricerca mostra una cosa importante:
il trauma non si trasmette come colpa o “male nel sangue”.
Si può trasmettere solo se resta non elaborato.
Se la persona
ha avuto sostegno psicologico,
ha costruito una narrazione consapevole della propria storia e
vive in un contesto non stigmatizzante,
allora può interrompere la catena.
In contesti come la Bosnia ed Erzegovina, adulti nati durante la guerra hanno formato reti di supporto proprio per evitare l’isolamento e costruire famiglie più consapevoli.
Molti raccontano che, tenendo in braccio il proprio figlio, hanno sentito:
“Io sono l’inizio di una storia diversa.”
È un momento di rifondazione identitaria.
La ricerca del padre biologico
Questo è uno dei passaggi psicologicamente più complessi.
Non tutti vogliono cercare.
Ma quando accade, le motivazioni sono spesso queste:
bisogno di conoscere le proprie radici
bisogno medico (storia genetica)
bisogno simbolico: dare un volto al vuoto.
Il conflitto è potente:
da una parte il desiderio naturale di sapere
dall’altra la consapevolezza che quell’uomo è stato un aggressore.
In alcuni casi (come in Ruanda), il padre biologico può essere stato coinvolto in genocidio o detenuto per crimini gravi.
In altri casi, non si trova mai.
Cosa accade psicologicamente nell’incontro?
Le testimonianze raccolte in vari contesti mostrano scenari molto diversi:
Delusione o trauma secondario: il padre nega,
minimizza,
non mostra rimorso.
Questo può riattivare rabbia e dolore.
Neutralità fredda:
l’incontro avviene ma senza riconoscimento emotivo,
la persona capisce che non troverà risposte affettive.
Può essere doloroso ma anche liberatorio.
Riconoscimento e responsabilità
Raro, ma accade.
Quando il padre riconosce la violenza e si assume responsabilità, l’effetto può essere psicologicamente riparativo.
Non cancella il passato.
Ma rompe la negazione.
Il ruolo del riconoscimento giuridico
Qui diritto e psicologia tornano a intrecciarsi.
Quando uno Stato — come è avvenuto in Bosnia ed Erzegovina — riconosce ufficialmente questi figli come vittime civili di guerra:
riduce lo stigma
rende più facile parlare pubblicamente
alleggerisce il peso identitario.
L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha sottolineato che il sostegno deve includere accesso alla registrazione civile, protezione dalla discriminazione e servizi psicosociali a lungo termine.
Il riconoscimento legale diventa riconoscimento simbolico.
E questo influisce anche sulla generazione successiva.
Due strade possibili
Se il trauma resta silenzioso può diventare ansia trasmessa, può trasformarsi in rigidità o paura.
Se il trauma viene nominato può generare empatia, può generare consapevolezza politica, può trasformarsi in impegno per i diritti umani.
Molti figli nati da stupri di guerra sono diventati adulti impegnati nella memoria e nella giustizia.
La violenza voleva spezzare una comunità.
In alcuni casi ha generato persone che lavorano per ricucirla.
* * *
Bibliografie: fonti accademiche, rapporti ONU e pubblicazioni di ONG specializzate.
1. Stupro di guerra e figli nati da violenza sessuale
Baaz, M. E., & Stern, M. (2013). The Complexity of Violence: A Critical Analysis of Sexual Violence in War. London: Routledge.
Ní Aoláin, F., Haynes, D., & Cahn, N. (2011). On the Frontlines: Gender, War, and the Post-Conflict Process. Oxford University Press.
Freedman, J. (2013). Gendering the International Asylum and Refugee Debate. Palgrave Macmillan.
Studi di caso specifici
Bosnia ed Erzegovina
Amnesty International. (1996). Bosnia: Rape as a Weapon of War: Sexual Violence in the Conflict 1992–1995.
Jusić, A. (2021).
Testimonianze raccolte da: Children Born of War in Bosnia and Herzegovina. Sarajevo: Human Rights Reports.
Ruanda
Human Rights Watch. (1996). Shattered Lives: Sexual Violence During the Rwandan Genocide and Its Aftermath.
UNFPA. (2009).
Women and Children Survivors of Sexual Violence in Rwanda.
Repubblica Democratica del Congo
UN Women. (2014). Women and Girls in Eastern DRC: The Impact of Sexual Violence.
Human Rights Watch. (2010). Soldiers Who Rape, Commanders Who Condone: Sexual Violence and Military Reform in the Democratic Republic of Congo.
Iraq e Siria (ISIS)
Yazda Organization. (2016). The Yazidi Genocide: Survivors and Children Born of Sexual Violence.
UN Security Council. (2016). Report of the Secretary-General on the Protection of Civilians in Armed Conflict in Iraq and Syria.
Bangladesh (1971)
Women’s International League for Peace and Freedom. (1972).
The War Crimes in Bangladesh: Sexual Violence and Its Consequences.
Yasmin Saikia. (2011). Women, War, and the Making of Bangladesh: Remembering 1971. Duke University Press.
Psicologia e trauma transgenerazionale
Herman, J. L. (1992). Trauma and Recovery: The Aftermath of Violence – From Domestic Abuse to Political Terror. Basic Books.
van der Kolk, B. (2014). The Body Keeps the Score: Brain, Mind, and Body in the Healing of Trauma. Penguin.
Mels, C., Derluyn, I., & Broekaert, E. (2009). “Trauma in Children Born of Sexual Violence During War.” Journal of Child Psychology and Psychiatry, 50(10), 1263–1272.
Riconoscimento giuridico internazionale
Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (1998). Articoli su crimini di guerra e crimini contro l’umanità, in particolare gli articoli 7 e 8.
UN Office of the Special Representative on Sexual Violence in Conflict. (2019). Children Born of Sexual Violence in Conflict: Policy and Practice Recommendations.
Bassiouni, M. C. (2010). Crimes Against Humanity in International Criminal Law. Cambridge University Press.
 
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