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Sanchez: perseverate nell'errore
di
Aranka Korosi
Il premier spagnolo Pedro Sánchez nel suo discorso ha anche ricordato una cosa che qualcuno evidentemente preferisce dimenticare.
Ventitré anni fa un’altra amministrazione degli Stati Uniti trascinò il mondo nella guerra in Iraq per eliminare le famose “armi di distruzione di massa”.
Spoiler: quelle armi non sono mai state trovate.
Però qualcosa è stato trovato:
più terrorismo, più instabilità in Medio Oriente, crisi migratorie, tensioni globali e prezzi dell’energia alle stelle. Un vero capolavoro geopolitico.
E oggi cosa facciamo?
Semplice: replichiamo lo stesso film, sperando magari in un finale diverso.
Nel frattempo la nostra premier Giorgia Meloni continua nell’arte difficilissima dell’equilibrismo politico: non dire nulla di troppo chiaro quando si tratta di criticare Israele o gli Stati Uniti.
Un talento raro: riuscire a parlare tanto senza mai prendere una posizione netta.
Peccato che l’Articolo 11 della Costituzione italiana dica una cosa molto semplice: l’Italia ripudia la guerra.
La verità è che ogni escalation militare alimenta rabbia, disperazione e instabilità.
E indovinate dove arrivano poi le conseguenze? Anche in Europa.
Ma tranquilli.
Ripetiamo gli stessi errori del passato.
Magari questa volta funzionerà.
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