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04 marzo 2026
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Iran: USA pronti a scortare petroliere nello stretto di Hormuz
di Leandro Leggeri

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che Washington è pronta a garantire il “libero flusso dell’energia verso il mondo” nello Stretto di Hormuz, ordinando alla United States Navy di prepararsi a scortare petroliere e navi commerciali che attraversano il Golfo.

Parallelamente, la U.S. International Development Finance Corporation dovrebbe fornire assicurazioni contro il rischio politico alle compagnie marittime per facilitare il traffico energetico nella regione.

La misura nasce dal timore che l’escalation della guerra con l’Iran possa mettere a rischio una delle rotte energetiche più importanti del pianeta: circa un quinto del petrolio mondiale transita infatti dallo Stretto di Hormuz. Washington intende quindi rassicurare mercati e armatori garantendo protezione militare ai convogli di petroliere.

Sul piano militare, tuttavia, la decisione espone direttamente le navi americane alla capacità di fuoco iraniana. Le missioni di scorta obbligherebbero cacciatorpediniere e fregate statunitensi a operare in uno spazio marittimo ristretto, vicino alle coste iraniane e lungo rotte prevedibili, rendendole potenziali bersagli di missili antinave, droni, mine navali e attacchi di motoscafi veloci del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica.

Non si tratta di uno scenario senza precedenti. Durante la guerra Iran-Iraq degli anni ’80 gli Stati Uniti scortarono petroliere kuwaitiane nell’operazione Operation Earnest Will. Anche allora però la protezione navale non impedì incidenti: la superpetroliera SS Bridgeton colpì una mina iraniana nonostante la scorta militare, dimostrando quanto sia difficile garantire sicurezza totale in un’area come il Golfo.

La strategia iraniana nel teatro marittimo si basa proprio su questo tipo di guerra asimmetrica: non distruggere la marina statunitense in battaglia aperta, ma aumentare progressivamente i costi del confronto attraverso missili, mine e attacchi mirati contro navi militari o commerciali.

In uno scenario del genere, l’ingresso diretto delle navi americane nelle rotte di Hormuz potrebbe trasformare rapidamente incidenti o attacchi limitati in un confronto navale più ampio tra Washington e Teheran.

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