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Iran: Trump ha capito in cosa si è cacciato?
di
Giacomo Gabellini
L’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, ha presentato il rapporto sulle prime 72 ore dell’Operazione Epic Fury, scatenata dagli Stati Uniti contro l’Iran in parallelo all’Operazione Roaring Lion israeliana.
Cooper ha spiegato che i raid si sono concentrati sull’infrastruttura di comando e controllo dei Pasdaran, sui sistemi di difesa aerea, sui lanciatori di missili balistici, sui depositi di munizioni, su navi e sottomarini in dotazione alla marina militare, su siti missilistici antinave e su altri obiettivi disseminati in gran parte del territorio iraniano. La finalità consiste nel «degradare la capacità dell’Iran di coordinare le operazioni e proiettare la forza in tutti i domini».
Quanto a Israele, il servizio stampa dell’Israeli Defense Force riferisce che, nei primi tre giorni di Operazione Roaring Lion, l’aeronautica militare ha effettuato oltre 1.600 sortite, sganciato circa 4.000 munizioni e distrutto circa 300 lanciatori iraniani.
A sua volta, l’Iran ha colpito fin da subito con ondate continue di attacchi praticamente tutte le installazioni statunitensi in Medio Oriente, da quelle militari a quelle a doppio uso, oltre che le principali città israeliane. Anche le infrastrutture areali collegate alla produzione, allo stoccaggio e alla commercializzazione di petrolio e gas sono state bersagliate, con conseguente strozzatura dell’offerta energetica globale aggravata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Attualmente, i prezzi stanno salendo alle stelle.
Le autorità di Teheran hanno accusato Israele di aver condotto un attacco con droni contro strutture appartenenti al colosso petrolifero Saudi Aramco, nell’ambito di un’operazione sotto falsa bandiera.
Alle accuse iraniane hanno fatto eco le dichiarazioni del giornalista Tucker Carlson, secondo cui i servizi di sicurezza di Arabia Saudita e il Qatar avrebbero proceduto all’arresto in territorio nazionale di agenti del Mossad intenti a pianificare attentati.
L’atteggiamento “incrementale” tenuto dall’Iran, che di ora in ora intensifica il tenore e la portata degli attacchi, sembra dettato dalla convinzione di avere disponibilità di risorse e capacità di incassare i colpi subiti nettamente superiori alle controparti.
Secondo il presidente Trump, tuttavia, «le riserve di munizioni degli Stati Uniti, di livello sia medio che medio-alto, non sono mai state così elevate. Abbiamo una scorta praticamente illimitata di queste armi. Le guerre possono essere combattute “per sempre”, e con grande successo, soltanto attingendo a queste scorte».
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